Non c’e’ certezza sulle cifre ma di sicuro la corruzione “ha assunto ormai una dimensione intollerabile che ci costa 4 punti di Pil, riduce del 16% gli investimenti stranieri e aumenta del 20% i costi degli appalti”. Il procuratore generale facente funzioni della corte di appello di Roma, Antonio Marini ha aperto l’anno giudiziario del distretto facendo sue le parole usate dal Guardasigilli per evidenziare come per combattere la corruzione “serva anche una vera e propria rivoluzione culturale”, oltre all’azione della magistratura. “Il costo della corruzione per la collettivita’ ammonta a 60 miliardi, mentre l’evasione fiscale si attesta sui 130 miliardi e il fatturato delle mafie supera i 150 miliardi di euro. E’ il segnale – e’ la denuncia di Marini – che un’ampia parte del Paese vive nella illegalita’ e della illegalita’. E cio’ spiega anche l’origine del degrado politico, economico e sociale”.
I CLAN E IL BUSINESS CALCIO. Da tempo hanno scelto Roma e il Lazio per poter mettere in piedi i loro affari, sfruttando cosi’ la vastita’ del territorio, la presenza di tantissimi esercizi commerciali, attivita’ imprenditoriali, societa’ finanziarie e di intermediazione e immobili. Ed evitano di farsi la guerra per non dare nell’occhio. “Dalle indagini – ha evidenziato Marini – emerge che c’e’ un patto esplicito per evitare che questi contrasti, che pure ci sono, degenerino in atti criminali eclatanti che rischierebbero di attirare l’attenzione degli inquirenti e dei media. Meglio trovare un compromesso e continuare a fare affari”.
“Anche il calcio – ha sottolineato Marini – e’ diventato un grande business, ma e’ anche una potentissima arma di consenso e di coesione sociale, elementi di cui la criminalita’ e’ alla costante ricerca. In questi ultimi anni i rapporti tra la criminalita’ organizzata sono diventati sempre piu’ stretti e connotati di ambiguita’, soprattutto quelli con la tifoseria degli ultras”
FORZE INADEGUATE. “Nonostante l’impegno del ministro della Giustizia e del Governo e la consapevolezza di tutti che l’efficienza della giustizia e’ condizione di competitivita’ del Paese, la situazione ha raggiunto il punto di non ritorno”. E’ la constatazione con cui il presidente della Corte d’appello di Roma, Luciano Panzani, ha aperto l’anno giudiziario nella Capitale. Il quadro dello stato di amministrazione della giustizia “e’ per molti versi deludente” e la “lotta per l’eliminazione o quantomeno la riduzione dell’arretrato tanto nel settore civile che in quello penale pone problemi formidabili”.
Il problema “piu’ delicato e difficile” da risolvere nel distretto giudiziario di Roma e’ quello dell’”insufficienza e inadeguatezza dei locali in cui hanno sede gli uffici giudiziari”. Lo ha rilevato il presidente della Corte d’appello di Roma, Luciano Panzani, aprendo l’anno giudiziario. “Troppo poco si e’ fatto per coprire le 8mila vacanze di personale amministrativo delle cancellerie e per assicurare la completa attuazione del processo telematico. La mancanza di spazi idonei – ha detto – non crea soltanto disagio, ma diventa causa di inefficienza”. Panzani, dunque, ritiene necessario intervenire con un “piano straordinario”, anche pensando all’”acquisizione di ulteriori caserme” situate nel quartiere dove ha sede a Roma il Palazzo di giustizia “non strategiche ne’ di fatto utilizzate per fini operativi dalle Forze armate”. Panzani traccia anche un parallelo con le altre capitali europee: a Parigi, ad esempio, Renzo Piano ha progettato il nuovo palazzo di giustizia. “Non resta che auspicare che si decida di intervenire con gli opportuni stanziamenti – osserva il presidente – dando a Roma Capitale un palazzo di giustizia adeguato”.
BOOM PROSTITUZIONE MINORILE E VIOLENZE SESSUALI. Violenze sessuali, maltrattamenti contro familiari e conviventi, atti persecutori (stalking). Nel distretto di Roma e Lazio, nel periodo che va dal primo luglio 2013 al 30 giugno 2014, si e’ registrato un vero e proprio ‘boom’ di reati contro la liberta’ sessuale con un “costante aumento delle iscrizioni delle notizie di reato” e l’avvio “di nuovi procedimenti”. Ma “il fenomeno criminale che ha registrato il piu’ significativo incremento, anche su base annua, e’ senz’altro la prostituzione minorile”. i procedimenti di prostituzione minorile sono stati 190 rispetto ai 35 iscritti dell’anno precedente, con un incremento del 442%. Quelli per violenza sessuale sono stati 825 (comprese le violenze di gruppo), quando l’anno prima il numero complessivo era stato di 742 (dunque +11,1%). Il reato di adescamento dei minori e’ passato dai 28 ai 94 procedimenti con un aumento del 235%, mentre quello sui maltrattamenti in famiglia ha raggiunto quota 1.481 fascicoli rispetto ai 1.156 dell’anno prima (+28,1%). In crescita (+9%) anche i procedimenti iscritti per il reato di atti persecutori passati da 1.146 a 1.249 e quelli per circonvenzione di incapaci (+26,6%) grazie all’apertura di 233 fascicoli rispetto ai precedenti 184. Sono cresciute poi, sempre restando nell’ambito dei reati contro la liberta’ sessuale, le richieste di misure cautelari personali avanzate dalla procura: da 317 a 486.
Continuano inoltre a essere piu’ di 5.000, solo a Roma, i fatti di rapina denunciati alla magistratura anche se sono in leggero calo rispetto allo scorso anno: 5.013 a fronte dei 5.453 dell’anno precedente.
