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Caro vita, la Cgil porta i “prezzi giusti” nelle strade e nelle metro di Roma

L’iniziativa per frenare speculazioni e rincari su pane, latte e beni essenziali, chiedendo al Comune controlli, trasparenza e una task force dedicata

Caro vita, la Cgil porta i “prezzi giusti” nelle strade e nelle metro di Roma

Grandi cartelloni nelle gallerie della metro, alle fermate degli autobus, nei mercati rionali. Sopra, in caratteri ben visibili, il prezzo medio di pane, latte, pasta, frutta di stagione.

È la nuova iniziativa della Cgil per contrastare il caro vita, una campagna di affissioni pensata per parlare direttamente ai romani, consumatori e commercianti, e indicare quali dovrebbero essere i prezzi equi dei beni essenziali, scoraggiando rincari ingiustificati nei mercati e nella grande distribuzione.

La proposta presentata in Campidoglio

La proposta è stata presentata dalla Cgil di Roma e Lazio al Campidoglio con una lettera indirizzata al sindaco Roberto Gualtieri e al direttore generale Albino Ruberti.

È il primo tassello di un pacchetto più ampio che comprende anche misure fiscali e interventi a sostegno del reddito.

L’obiettivo dichiarato è chiaro: contrastare la speculazione. Nella lettera il sindacato sottolinea l’utilità di “dare pubblicità ai prezzi medi dei beni di prima necessità per tutelare i cittadini dai comportamenti opportunistici”, affiancando alla campagna informativa una task force di controllo e il coinvolgimento delle associazioni che operano contro la povertà alimentare.

Suggerito anche l’uso di Julia, l’assistente virtuale

La proposta include anche l’uso di Julia, l’assistente virtuale del Comune di Roma: tramite chat i cittadini potrebbero chiedere il prezzo medio di un chilo di rosette o di una bottiglia d’olio, ottenendo un riferimento immediato per orientarsi negli acquisti.

Insieme alla lettera, la Cgil ha consegnato al Comune un report sull’andamento dell’inflazione dal 2021 a oggi: numeri che fotografano una crescita impressionante.

In quattro anni l’olio di oliva è aumentato del 78%

A Roma l’olio d’oliva è aumentato del 78% tra il 2021 e il 2025, con un ulteriore +7,5% nei primi tre mesi dell’anno. Seguono il burro e i latticini freschi (+42%), farina e prodotti da forno (+38%), carne (+28%), verdura fresca (+26%) e frutta di stagione (+24%).

Secondo il sindacato, molte imprese “hanno sfruttato le aspettative di inflazione e la scarsa elasticità della domanda sui beni essenziali per ampliare i margini ben oltre gli aumenti dei costi”.

Per Natale Di Cola, segretario della Cgil di Roma, il Comune deve fare la sua parte: sostenere direttamente le famiglie ampliando le agevolazioni sui servizi pubblici, ridurre la pressione fiscale locale e contrastare attivamente le speculazioni: Sarebbe un segnale importante se l’amministrazione si impegnasse a promuovere questa campagna di informazione sui prezzi”.