Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Roma » Casa Scajola al Colosseo. “Reato prescritto”

Casa Scajola al Colosseo. “Reato prescritto”

Si è concluso il processo che vedeva l’ex ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola imputato per finanziamento illecito

Non doversi procedere per intervenuta prescrizione del reato. Si è concluso così, davanti alla seconda Corte d’Appello di Roma, il processo che vedeva l’ex ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola imputato per finanziamento illecito per la vicenda dell’acquisto della casa di via del Fagutale, nelle immediate vicinanze del Colosseo.
Per l’ex ministro, il procuratore generale Otello Lupacchini aveva sollecitato una condanna a tre anni di reclusione. Scajola era già stato assolto in primo grado “perché il fatto non costituisce reato”. La posizione del secondo imputato nel processo, l’imprenditore Diego Anemone, è stata invece stralciata per un difetto di notifica.

Secondo l’accusa, l’imprenditore avrebbe pagato, attraverso l’architetto Angelo Zampolini, parte (circa 1,1 milioni di euro su 1,7 milioni) della somma versata nel luglio del 2004 da Scajola per acquistare l’immobile e avrebbe poi dato centomila euro per i lavori di ristrutturazione dell’appartamento.  La difesa confutò la ricostruzione dei pubblici ministeri affermando in aula che “le prove documentali e testimoniali emerse durante il processo hanno rivelato la superficialità e l’inesattezza delle indagini condotte dalla Guardia di Finanza”.