Sono stati condannati per omicidio colposo i medici del Pertini imputati nel processo Cucchi. Assolti invece gli infermieri e gli agenti della penitenziaria che secondo i giudici della III Corte d’Assise non avrebbero in alcun modo contribuito alla morte di Stefano Cucchi. Una sentenza accolta da fischi e grida di protesta: “Assassini, questa non è giustizia”.

“Mio fratello è stato tradito dalla giustizia per la seconda volta – ha commentato Ilaria Cucchi – Questo non ce lo aspettavamo. I medici dovranno ora fare i conti con la loro coscienza. Si tratta di una pena ridicola rispetto a una vita umana”. Per i familiari e gli amici è uno choc, perché dopo oltre sette ore di camera di consiglio restano impigliati nel processo solo i medici. Ai quali, peraltro, il giudice ha riconosciuto solo l’omicidio colposo e inflitto due anni di reclusione per il primario Aldo Fierro, un anno e quattro mesi ciascuno per i medici Stefania Corbi, Flaminia Bruno, Silvia Di Carlo e Luigi De Marchis Preite; otto mesi di reclusione per l’altro medico Rosita Caponnetti. Assolti gli infermieri Giuseppe Flauto, Elvira Martelli e Domenico Pepe; nonchè gli agenti penitenziari Nicola Minichini, Corrado Santantonio e Antonio Domenici.
Quando Stefano Cucchi si presentò in aula per l’udienza di convalida del suo fermo presentava evidenti ematomi. Il giovane geometra romano era stato arrestato il 16 ottobre 2009 dopo essere stato trovato in possesso di alcuni grammi di hashish e cocaina. Trascorrono appena sei giorni e Stefano viene ricoverato d’urgenza all’ospedale Sandro Pertini dove morirà poco dopo per grave carenza di cibo e liquidi come stabilito dai periti incaricati dalla corte.
Secondo la ricostruzione dell’accusa gli agenti penitenziari, il 16 ottobre del 2009 avrebbero picchiato Cucchi nelle camere di sicurezza del tribunale in attesa dell’udienza di convalida. Falso ideologico e abuso d’ufficio erano invece contestati a un medico e al direttore dell’ufficio detenuti per aver scritto cose non corrispondenti al vero nella cartella clinica di Cucchi relativamente alle sue condizioni generali di salute facendolo ricoverare in una struttura per pazienti non acuti, stabilizzati e non con politraumatismi come nel suo caso. Secondo la ricostruzione dell’accusa, in sostanza, sarebbero state precostituite le condizioni formali per coprire gli agenti penitenziari. Una ricostruzione che però non ha convinto la corte.
