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Castel Sant’Angelo come simbolo del I Municipio

A me preme segnalare che il decentramento, con la novità della riduzione del numero dei Municipi e la formazione di medio-grandi città nell’orizzonte istituzionale del nascente sistema metropolitano, merita una riflessione più alta e matura di quanto finora siamo stati capaci. Non possiamo ignorare che in assenza di una vera riforma il modello di partecipazione urbana va incontro alla paralisi.  Sta di fatto che il suo meccanismo di funzionamento, elaborato alla luce delle analisi sociologiche degli Anni Cinquanta e Sessanta, assorbe risorse cospicue e alla resa dei conti non corrisponde alle attese dei cittadini di oggi.

Tra le novità di maggiore rilievo, l’unificazione dei due Municipi centrali (I e XVII) richiede di essere pensata ed organizzata nell’ambito di una vera “costituente” della città metropolitana di Roma Capitale. Inopinatamente si è voluto affermare che il ridisegno dei confini ha innescato la formazione della “City” nel cuore della Città Eterna, quando in realtà la City più nota, quella di Londra, si estende all’interno di un’area limitata (il famoso miglio quadrato) e accoglie pochissimi residenti. A Roma, invece, il Primo Municipio ha più abitanti di Brescia distribuiti, a confronto, in appena un quinto del territorio della città lombarda. Quindi la densità abitativa, al pari di altri standard, è assai elevata. Poiché la sua struttura esprime una pluralità di vocazioni e simbologie, nonostante la centralità del ruolo politico-istituzionale, non ha molto senso parlare di City.

In ogni caso, questo Municipio così carico di storia e magnificenza, così afflitto da incombenze e oneri peculiari, perlopiù derivanti dalla funzione di epicentro della Repubblica, ha pure necessità di assumere la rappresentanza di sé in una forma iconografica semplice e potente al tempo stesso. Quale deve essere, in sostanza, lo stemma del nuovo Municipio da affiancare o integrare allo scudo con la scritta S.P.Q.R.? A riguardo vorrei dire agli altri candidati che abbiamo il dovere di avanzare una proposta, possibilmente unitaria, affinché gli elettori ne accertino l’adeguatezza. All’impronta, può sembrare lodevole appropriarsi dell’immagine magniloquente del Colosseo. E tuttavia si tratta del simbolo che in sé racchiude l’idea di Roma nella sua vastità e integrità: meglio un’altra soluzione. Forse Castel Sant’Angelo, con il ponte bellissimo che unisce da secoli i rioni di Ponte e di Borgo, ha le caratteristiche  che più si attagliano alla nuova configurazione del Municipio del Centro. Proviamo a discuterne seriamente. Le elezioni non devono ridursi a una baruffa senza capo né coda.

Lucio D’Ubaldo, candidato presidente Municipio Roma I