Tre anni senza entrare a Castelgandolfo. Bandito dal Comune con un provvedimento della Questura per aver tentato di consegnare al Papa Benemerito il suo capolavoro hard “Storie di un italiano vero”.
Il disturbatore tv, protagonista di oltre 35 mila di quelli che egli stesso definisce “sabotaggi catodici”, al secolo Gabriele Paolini, dal 28 febbraio non è più cittadino gradito all’interno del territorio che ospita Ratzinger.
Mescolato a migliaia di pellegrini, nel giorno in cui il Papa è “tornato pellegrino”, il protagonista di mille telegiornali, si è presentato nella piazza del paesino dei Castelli romani con una busta e un megafono. L’intenzione, come confermato dallo stesso Paolini ad Affaritaliani.it, era quella di consegnare al Papa emerito una copia della pellicola cinematografica “porno sociale” ma non è neanche riuscito ad estrarre il dv che un gruppo di agenti del commissariato di Albano lo ha circondato e lo ha convinto a seguirli.

Dopo l’identificazione di rito, al signor disturbatore è stato notificato un provvedimento firmato dal Questore di Roma, Fulvio della Rocca, che gli vieta di avvicinarsi alla residenza pontificia. E questo perché il “curriculum giudiziario” di Paolini parla chiaro: Atti contrari alla pubblica decenza, vilipendio della Repubblica e delle Istituzioni costituzionali e delle Forze Armate, violenza privata, diffamazione, ingiuria, interferenze illecite nella vita privata, offesa all’onore o al prestigio del Presidente della Repubblica, offesa ad una confessione religiosa, interruzione di pubblico servizio e molestia alle persone. Ora potrà aggiungere al suo cursus honorum anche un foglio di via obbligatorio e il “rimpatrio immediato”.
