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Cerroni: il pm fa dietrofront. Nessuna influenza sull’Arpa Lazio

MONNEZZA STORY. Il grande accusatore Alberto Galanti spedisce al gip l’archiviazione della posizione di Fabio Ermolli, il dirigente accusato di abuso d’ufficio e falso e quindi “manovrato” dal re di Malagrotta

Il castello accusatorio che ha portato Manlio Cerroni, cinque manager del gruppo e tre dirigenti regionali alla sbarra, perde una colonna. Accusato di essere influenzabile dallo stesso Cerroni e accusato di abuso d’ufficio e falso la posizione dell’ingegnere dell’Arpa, Fabio Ermolli è stata archiviata.
Scrive l’Agenzia in un comunicato che cancella ogni macchia sull’operato dell’intera struttura delegata al controllo del suolo e delle bonifiche:“ La decisione del GIP è avvenuta con provvedimento del 17 luglio 2014, su richiesta conforme ed ampiamente motivata del Pubblico Ministero, dottor Galanti. A carico di Ermolli – dirigente responsabile del Servizio Suolo, rifiuti e bonifiche della Sezione provinciale di Roma dell’ARPA Lazio – erano state contestate varie condotte illecite, caratterizzate tutte dalla presunta violazione dei doveri d’ufficio, in concorso ovvero a favore degli altri indagati. A seguito di più approfondite indagini e oggettivi riscontri a discapito forniti dall’interessato, l’Autorità Giudiziaria ha però ritenuto infondate e non dimostrate le ipotesi incriminatorie per le quali il dirigente ARPA era stato coinvolto”.
Sui controlli operati dall’Arpa a Malagrotta, scriveva il Gip non più tardi di 7 mesi fa: “Il problema è costituito dal fatto che tutti i dati su cui è stata eseguita la consulenza tecnica della procura pervenivano non da attività autonomamente svolta dai consulenti, ma da dati forniti dall’Arpa Lazio, soggetto pubblico istituzionalmente deputato al controllo. Le indagini tecniche hanno consentito di appurare come il direttore dell’Arpa, Fabio Ermolli, sia in realtà un ex dipendente di Cerroni, collocato al vertice della struttura pubblica quando ancora rivestiva cariche lautamente retribuite per conto del privato su cui doveva fare controlli e quindi in tale posizione, in grado di pilotare i controlli sulla discarica di Malagrotta”.
Di vero rimane solo che il dottor Ermolli ha avuto in precedenza raporti di lavoro con Cerroni. Il resto da un punto di vista giuridico non esiste. Commentano così i manager dell’Arpa, Corrado Carrubba e Giovanni Arena: “Reputiamo che l’esito della vicenda, accertando la rettitudine delnostro dirigente, restituisca a lui, ai lavoratori e all’intera Agenzia la rispettabilità e il prestigio che meritano anche nell’interesse dei cittadini e delle istituzioni. Non possiamo dimenticare come Ermolli ed i vertici dell’ARPA Lazio siano stati oggetto di una negativa comunicazione mediatica di eco nazionale e di una polemica politica anche strumentale; pertanto questa archiviazione richiesta dalle stessa Procura, alla quale va dato merito di una attenzione non comune e di un operato rigoroso quanto spedito, è una gran buona notizia anche per l’ambiente nel Lazio”.