“Le scrivo, per esprimerle la mia indignazione a proposito dell’intervista sulla sua polemica con Bruno Vespa. Infatti, quando il giornalista su Twitter scrive ‘Mi vergogno di vivere a Roma’, lei non trova di meglio che rispondere: ‘Purtroppo negli ultimi 50 anni nulla è stato fatto per togliere ad un monopolista privato la gestione dei rifiuti che era basata su una grande buca dove veniva buttato di tutto’. Di questo ritornello, puramente demagogico, caro sindaco, della ‘buca’ del ‘monopolista’, non se ne può più! Ha stufato, perchè non è vero e non ha nulla a che vedere con la vergogna di cui parla Vespa! Ho già risposto a tutti e a lei in modo particolare da ultimo con la lettera dello scorso 30 giugno. Oggi in occasione della risposta data a Vespa, debbo ricordarle che i privati hanno gestito la raccolta e il trasporto dei rifiuti di Roma fino al 1973 (anno in cui fu disdetto il contratto dal Comune, che ne assunse la gestione)”. Così una lettera del patron di Malagrotta Manlio Cerroni, indirizzata al sindaco di Roma Ignazio Marino.
“Negli anni successivi – prosegue la missiva – i romani rimpiansero l’evento ricordando più volte che al tempo dei privati Roma era più pulita e un po’ enfaticamente dicevano che per le strade si potevano mangiare gli spaghetti. L’altra sera al Tg3 ho sentito la sua intervista sul piano di rientro triennale di Roma in cui indicava tra le priorità la revisione del canone di affitto delle licenze computer, che ha riscontrato dieci volte superiori del prezzo di mercato, la riduzione del prezzo dell’illuminazione pubblica, che si paga il doppio di quanto dovuto (ad un’azienda come Acea, che per il 51% è di proprietà pubblica e per il 49% dei privati), oltre ad economie sui contratti di servizio delle aziende a cominciare da Ama. Circa i costi del servizio di smaltimento, devo tornare ancora a sottolineare che Malagrotta è stata per trent’anni la fortuna e la salvezza di Roma non solo per il costo del servizio (dia uno sguardo alla sua Genova: la discarica di Scarpino, oltre a ricevere ancora i rifiuti indifferenziati, presenta infatti un costo di conferimento particolarmente elevato), ma anche per la sicurezza dello smaltimento: ricevendo i rifiuti tutti i giorni sulle 24h contribuiva non poco alla tempestività della raccolta dei rifiuti da parte dell’Ama, in quanto gli automezzi addetti alla raccolta riuscivano a fare due (a volte anche tre) viaggi al giorno, consentendo di tenere pulita la città. Della pulizia e della raccolta, forse, bisognerebbe parlare, quando Vespa dice di vergognarsi di abitare in un città che ormai trabocca in ogni strada di sporcizia. Non della ‘buca’ o del ‘monopolista’. Caro sindaco, un’ultima cosa: nell’intervista a Repubblica lei afferma che io sarei agli arresti. Ma così non è più dal 16 aprile e spiace dover sottolineare che il sindaco della Capitale sia tanto disinformato”.
Manlio Cerroni
