Sconcerto e rabbia: questi i sentimenti espressi dai sindaci di Ladispoli e Cerveteri dopo l’apertura delle porte delle discarica di Cupinoro ai rifiuti di Roma: “Una decisione assurda e illogica che ha come conseguenza la penalizzazione irreversibile di un territorio vocato a ben altre finalità come il turismo culturale, balneare, archeologico, naturale e termale”.
“Stanno spostando l’emergenza fuori dal Gra – attacca il sindaco di Ladispoli Crescenzo Paliotta – I problemi ci saranno per 26 i comuni che si servono della discarica di Cupinoro a Bracciano che da novembre non potrà più accogliere il tal quale e solo una proroga concessa dalla Regione a Cupinoro potrà scongiurare il caos”. Sulla stessa linea il sindaco di Cerveteri Alessio Pascucci: “Nel comprensorio non ci sono impianti di Tmb e quelli presenti nella provincia lavorano praticamente a pieno regime per i rifiuti di Roma. In ogni caso – dice – anche trovando impianti disponibili, questo comporterebbe per i nostri comuni un aggravio di spese insostenibili, in un momento in cui abbiamo già la Tares ai massimi livelli e ci troviamo a fronteggiare i tagli imposti dal governo”.
In una nota congiunta i primi cittadini di Ladispoli e Cerveteri, esprimono tutto il loro rammarico puntando il dito contro il sindaco di Bracciano, Giuliano Sala: “È doveroso che gli amministratori locali siano coinvolti nelle decisioni strategiche sulle tematiche che hanno a che fare con l’ambiente e la salute. E’ vergognoso il fatto che abbiamo dovuto apprendere questa decisione dai giornali. La discarica, anche se sita nel comune di Bracciano, ha ovviamente conseguenze dirette anche nei territori limitrofi, in particolar modo nei comuni confinanti. Non consentiremo a nessuno di portare i rifiuti di Roma nel nostro territorio”.
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L’emergenza si sposta fuori dal Gra. Da novembre a Cupinoro non potranno più arrivare rifiuti tal e quale. Ma non ci sono impianti per trattarli e in ogni caso i comuni che si servono della discarica non hanno soldi
