Farmaci antidepressivi e spesa sanitaria. Ma anche figli e poi parti cesarei, speranza di vita, per finire con l’obesità. La “radiografia” di una regione è il frutto del Rapporto Osservatoriosalute presentato all’Università Cattolica, è stato pubblicato dall’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane che ha sede presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e coordinato dal Professor Walter Ricciardi, direttore dell’Osservatorio e del Dipartimento di Sanità Pubblica del Policlinico Universitario “Agostino Gemelli”. L’analisi è frutto del lavoro di 184 esperti di sanità pubblica, clinici, demografi, epidemiologi, matematici, statistici e economisti distribuiti su tutto il territorio italiano, che operano presso Università e istituzioni pubbliche nazionali, regionali e aziendali.
LA GRANDE DEPRESSIONE.
Nel Lazio si registra un consumo di antidepressivi pari a 34,08 dosi definite giornaliere per 1.000 abitanti nel 2011. A livello nazionale il consumo medio è di 36,10 dosi giornaliere. Il tasso standardizzato di suicidio è pari a 5,32 per 100.000 contro un valore medio nazionale di 7,23 per 100.000 fra i soggetti con 15 anni ed oltre. Dal Rapporto emerge anche che, tra il 2006 e il 2009, nel Lazio si è assistito a una lieve riduzione del tasso di mortalità riconducibile ai servizi sanitari: si è passati dal 64,49 per 100.000 (valore medio italiano 63,86 per 100.000) del 2006 al 62,54 (per 100.000) del 2009 (valore medio italiano 61,69 per 100.000).
Sul fronte della spesa sanitaria, il Lazio ha cumulato il maggior disavanzo procapite in Italia. La spesa sanitaria procapite e quella per farmaci è più elevata rispetto alla media italiana. In compenso, ci sono meno posti letto a disposizione e degenze mediamente più lunghe rispetto alle altre regioni italiane.
Secondo quanto emerge dal Rapporto tra le performance economico-finanziarie che nel 2009 nel Lazio il rapporto spesa/PIL è pari al 7,08% (valore medio italiano 7,22%). La spesa sanitaria pro capite nel Lazio nel 2011 è pari a 1.969 euro, a fronte di una spesa media nazionale di 1.851 euro. Sempre nel 2011, il Lazio ha un disavanzo procapite di 152 euro – dato peggiore in Italia (dato medio italiano 29 euro), come per il disavanzo procapite cumulato che nella nostra Regione è maggiore in Italia, pari a 2.434 euro dal 2002 (dato medio italiano 608 euro). Per quanto riguarda il consumo territoriale di farmaci, il Lazio presenta un consumo di 1.056 dosi giornaliere ogni 1.000 abitanti (+38,8% dal 2001), a fronte di un valore medio nazionale di 963. In compenso, la dotazione di posti letto per disabili ed anziani nelle strutture socio-sanitarie è nel Lazio, per il 2010, pari a 286,5 per 100.000, valore inferiore al riferimento nazionale (567,8). Quanto al periodo di degenza, il Lazio presenta una Degenza media preoperatoria standardizzata pari a 2,47 giorni – il dato peggiore in Italia – a fronte di una media nazionale di 1,88.

LA SPERANZA DI VITA.
Nel Lazio, la speranza di vita alla nascita è per i maschi pari a 79,1 anni (media italiana 79,4), per le femmine è pari a 84,5 anni (valore medio italiano 84,5). Dal Rapporto emerge anche che nella nostra regione, la mortalità complessiva (tasso standardizzato per tutte le cause) oltre il primo anno di vita è pari a 106,99 per 10.000 abitanti tra i maschi (2009), contro una media nazionale di 109,41 per 10.000, mentre è pari a 69,60 per 10.000 tra le donne (contro una media nazionale di 69,31 per 10.000). Per quanto riguarda i tassi di mortalità per alcune cause (2009) il Lazio presenta, nella classe di età 19-64 anni, una mortalità per tumori tra i maschi pari a 10,22 per 10.000 (vs un valore medio nazionale di 10,53 per 10.000) e una mortalità per malattie del sistema circolatorio di 6,07 per 10.000 (vs un valore medio nazionale di 5,54 per 10.000). Tra le femmine la mortalità per tumori è pari a 8,36 per 10.000 (vs un valore medio nazionale di 7,93 per 10.000) e la mortalità per malattie del sistema circolatorio di 1,85 per 10.000 (vs un valore medio nazionale di 1,84 per 10.000). Il 10,1% dei cittadini ha tra 65 e 74 anni (+0,8% dal 2005), a fronte di una media nazionale del 10,2%, mentre le persone con 75 anni ed oltre sono il 9,7% della popolazione regionale (+4,2% dal 2005, aumento di gran lunga superiore alla media italiana del 2,6%), contro il 10,1% medio italiano. La percentuale di persone dai 65 anni in su che vive sola nel Lazio (dati 2010) è pari al 19,8% dei maschi in quella fascia d’età, la percentuale maggiore in Italia (valore medio italiano 15,1%), al 39,5% delle femmine (valore medio italiano 37,6%), per un totale del 31,2% delle persone in questa fascia d’età, contro una media nazionale di 28,1%.
I FIGLI.
Nel Lazio, il tasso di fecondità totale (ovvero il numero medio di figli per donna) è pari a 1,41 figli per donna (1,37 figli per le italiane; 1,76 figli per le straniere) contro un valore medio italiano, che comprende donne italiane e straniere, di 1,39 figli – dati 2011; l’età media delle donne al parto è 32 anni (età media nazionale 31,4 anni). Secondo il Rapporto, deve essere migliorata la gestione dei parti con taglio cesareo: infatti, nel Lazio, il 44,41% dei parti avviene con taglio cesareo, contro la media nazionale di 38,71%.
IL FUMO.
Il Lazio è la Regione italiana in cui si fuma di più: nella nostra regione fuma il 27,2% della popolazione di 14 anni ed oltre, a fronte di un valore medio nazionale del 22,3%. Nel 2011 i non fumatori sono pari al 48,8% della popolazione regionale, la percentuale minore in Italia (media nazionale 52,7%). Mentre, la quota di ex-fumatori è pari al 22,6% (23,4% valore italiano).
LA SCOLARIZZAZIONE.
Il Lazio è la Regione più istruita d’Italia, quella che vanta la migliore percentuale di individui con livello di istruzione elevato: nel 2011, la percentuale della popolazione di età 25-64 anni con un titolo di studio di diploma di 4-5 anni è stata pari al 40,8% per i maschi (media italiana 34%), al 41% per le femmine, la percentuale maggiore in Italia (media italiana 33,3%); è anche la Regione italiana con più laureati per entrambi i generi: nel Lazio ha conseguito la laurea il 18,2% degli uomini (media italiana 13,4%) ed il 20,4% delle donne (media italiana 16,4%).

IN FORMA MA NON TROPPO.
Nel Lazio, ci sono meno persone obese o in sovrappeso rispetto alle altre regioni italiane. Rispetto agli stili di vita nel complesso si pratica meno sport (se escludiamo una quota di sportivi-agonisti poco superiore alla media nazionale), si consuma più alcol e si mangia sempre meno frutta e verdura. Secondo il Rapporto Osservasalute che è stato presentato oggi all’Università Cattolica del Sacro cuore, nel Lazio, la percentuale di individui (persone di 18 anni e oltre) in sovrappeso è pari al 34% (il valore medio nazionale è il 35,8%). È obeso il 9,2% dei cittadini, contro il valore medio italiano del 10%. Relativamente al consumo di alcol, il Lazio fa registrare i seguenti valori: nel 2010 presenta una quota di non consumatori pari al 31,5%, a fronte di un valore medio nazionale del 32,7%. I consumatori sono il 65,9% contro un valore medio nazionale del 65,7%. Quanto alle abitudini alimentari nel Lazio il 3,9% della popolazione consuma in media le 5 o più porzioni di verdura, ortaggi e frutta al dì, contro una media nazionale del 4,9%: tale percentuale, purtroppo, è in calo nel tempo (-5,6% tra il 2005 ed il 2011 a fronte di una diminuzione su scala nazionale di -1,3%).
Per quanto riguarda la pratica di sport nel Lazio il 22,1% della popolazione dai 3 anni in su pratica sport in modo continuativo, contro un valore medio italiano di 21,9%; il 22,5% fa qualche attività fisica (valore medio nazionale 27,7%). Infine, coloro che non svolgono alcuno sport sono il 44,9% della popolazione contro una media nazionale 39,8%.
