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“Chiudete le mie sale operatorie fuorilegge”. Il Dg dell’Umberto I si autodenuncia

IL CASO. Domenico Alessio spedisce in Procura la relazione sulle irregolarità e le carenze del blocco operatorio di Urologia. E da piazzale Clodio arriva l’ordinanza di chiusura. Ora la Regione deve trovare per forza i soldi per la ristrutturazione

Le sale operatorie sono fatiscenti e in cassa non c’è un euro per le ristrutturazioni? Il direttore generale del Policlinico Umberto I prende carta e penna, scrive al Procuratore di Roma di fatto autodenunciandosi. E così giovedì mattina l’intero blocco operatorio di Urologia dell’ospedale e la Terapia Intensiva trapianti del più grande della città, sono stati chiusi e sigillati.
Una mossa a sorpresa quella del direttore generale Domenico Alessio che ha spedito il fascicolo con la relazione negativa del Servizio Prevenzione e Protezione attestante diverse irregolarità e carenze strutturali nelle camere operatorie alla Procura di Roma prima che il bubbone di “Urologia” esplodesse. E così il giudice per le indagini preliminari ha disposto la chiusura.
Lo scrivono su Il Tempo Daniele Di Mario e Augusto Parboni che aggiungono: “La dirigenza del Policlinico è arrivata a chiedere alla magistratura di bloccare una parte della struttura per evitare rischi, vista la necessità di procedere a interventi di ristrutturazione e manutenzione straordinaria. Lavori per i quali il Policlinico non ha i soldi ed è in attesa che essi vengano sbloccati dalla Regione. Ma visto lo stallo totale che regna al nono piano di via Cristoforo Colombo, il direttore generale ha deciso di recarsi in procura, sostanzialmente autodenunciandosi. Una procedura effettuata in autotutela, per evitare rischi maggiori e in qualche modo indurre la Regione Lazio a farsi carico della situazione e a sbloccare i fondi”.