Il sindaco di Roma Virginia Raggi ha scritto una lettera a tutti quegli attori e registi che hanno scelto di aderire alla causa dei Ragazzi del Piccolo Cinema America, chiedendo un confronto il prossimo 15 marzo, a elezioni concluse.
“Cari registi, cineasti, attrici, attori, artisti il cinema a noi piace – esordisce Raggi – Lo difendiamo e lo difenderemo perchè è forma parte essenziale delle nostre emozioni, della nostra immaginazione, del pensiero e delle relazioni umane. Perchè è parte essenziale della nostra vita e cultura ed entrambe si alimentano di partecipazione, confronto, scambio di idee. Vi scrivo perchè nella narrazione della vicenda del cinema in Piazza San Cosimato qualcosa non ha funzionato. La nostra amministrazione e la nostra maggioranza non si riconoscono nel racconto che è stato fatto. Noi non abbiamo nulla contro l’Associazione del Piccolo Cinema America. Ci siamo limitati a dire che l’assegnazione del diritto ad utilizzare la piazza per un periodo prolungato deve avvenire attraverso un bando. Nessuna censura, nessuna volontà di impedire lo svolgimento dell’arena di cui peraltro l’assessore alla Crescita Culturale e vicesindaco Luca Bergamo ha sempre espresso apprezzamento in pubblico e privato, nessun pregiudizio“.
Su un punto, sottolinea Raggi, “sono certa che siamo d’accordo: tutti devono avere il diritto di provarci e di partecipare ad un bando. Significa che chi è bravo (e i ragazzi del Piccolo Cinema America hanno dimostrato di esserlo) ha ottime possibilità di vincere. Chi perde, ci proverà ancora e magari vincerà la prossima volta. Tutti hanno diritto a questa opportunità”.
D’altronde, ricorda la sindaca, “la stessa Associazione Piccolo Cinema America ha partecipato e vinto un nostro bando per la gestione della sala Troisi poche settimane fa. Però, dopo che a gennaio ha firmato con noi la convenzione per gestire la riapertura della Sala Troisi, ha detto che non intende partecipare al bando dell’Estate Romana con il quale potrebbe gestire il cinema in piazza San Cosimato: ‘La nostra – hanno detto – è una scelta politica perchè non ci riconosciamo nel modello culturale dell’Estate Romana’. Abbiamo registrato con dispiacere questa scelta, non ne condividiamo le ragioni avendo peraltro fortemente cambiato il bando per avvicinare la vita culturale a chi ha meno opportunità e perciò auspichiamo ancora un ripensamento”.
Inoltre, “la nostra vicepresidente della Commissione Cultura ha espresso giudizi sconcertanti sul valore del cinema, giudizi dai quali lo stesso vicesindaco Bergamo e la maggioranza hanno preso nettamente e prontamente le distanze. Parole che rappresentano esclusivamente le sue vedute. Con le dimissioni di Gemma Guerrini dalla vicepresidenza della Commissione Cultura diamo nuovamente testimonianza di quanto forte sia tra di noi la consapevolezza dell’enorme contributo dato dal cinema italiano alla cultura mondiale. Con la nostra azione quotidiana lavoriamo per consentire a chiunque il godimento del diritto così mirabilmente descritto all’articolo 27 della dichiarazione universale dei diritti umani, in particolare di coloro a cui questo diritto è negato da condizioni materiali e immateriali, dimostrando di comprendere, difendere e valorizzare il patrimonio culturale italiano senza riserve. Spero che le mie parole vi raggiungano ma sono consapevole di uno strappo che resta, che duole, che riteniamo ingiusto e che desidero sanare. Di tutto ciò vorrei parlare con voi, insieme al mio assessore alla Crescita Culturale e alla mia maggioranza, magari subito dopo le elezioni per scongiurare strumentalizzazioni di sorta, in negativo o positivo, che in questo clima sembrano purtroppo merce quotidiana. Vi invito perciò ad incontrarci il 15 marzo”.
