Dal grande schermo alle nuove tecnologie, cambia il mestiere di chi scrive musica per immagini. Al Cinema Farnese confronto tra Pivio, Stefano Mainetti e Tecla Zorzi
Nel cinema c’è chi appare sullo schermo e chi, senza farsi vedere, decide spesso come lo spettatore deve sentirsi. È il compositore di colonne sonore, figura centrale eppure talvolta confinata dietro le quinte. Mercoledì 30 settembre alle 17, al Cinema Farnese di Campo de’ Fiori, torna invece sotto i riflettori con l’incontro “Protagonista (del cinema) è la musica”.
L’appuntamento, promosso da ACMF – Associazione Compositori Musiche per Film, insieme a Giornate degli Autori e SIAE, porta a Roma un confronto nato idealmente nel solco della Mostra di Venezia e dedicato al futuro della musica applicata alle immagini.
Colonne sonore tra creatività e rivoluzione tecnologica
A dialogare saranno Pivio, Stefano Mainetti e Tecla Zorzi, tre percorsi diversi per raccontare un mestiere attraversato da profonde trasformazioni: nuove piattaforme, nuovi linguaggi audiovisivi e soprattutto tecnologie capaci di cambiare produzione, tempi e modalità della composizione. Il tema non è soltanto artistico. Sul tavolo ci sono il ruolo dell’autore, la tutela della creatività, le opportunità offerte dall’innovazione e le incognite legate a strumenti sempre più sofisticati, intelligenza artificiale compresa.
Pivio, insieme ad Aldo De Scalzi, ha firmato oltre 200 colonne sonore, lavorando con registi come Ozpetek, D’Alatri, i Manetti Bros. e Alessandro Gassmann, e conquistando tra gli altri tre David di Donatello e tre Nastri d’argento.
Mainetti, compositore e docente, arriva da una formazione che intreccia musica, direzione d’orchestra e ricerca culturale ed è stato candidato ai Camille Awards 2026 per I casi di Teresa Battaglia – Ninfa dormiente.
Tecla Zorzi rappresenta invece una generazione cresciuta nel dialogo tra cinema, serie, videogiochi e sound design, con collaborazioni per realtà come Netflix, Amazon Prime Video, Sky, Rai e Ubisoft.
A Campo de’ Fiori il cinema si ascolta
L’ingresso è libero fino a esaurimento posti. Un incontro che ribalta per un pomeriggio la prospettiva: il cinema non soltanto come immagine, ma come materia sonora. Perché una scena può anche funzionare senza musica. Ma quando la musica arriva, spesso è lei a restare nella memoria.


