Oggi è bollino rosso su tutta la penisola. Qualcuno ha la possibilità di rimanere al fresco grazie a nebulizzatori e verde rampicante in un quartiere a densità alta. Centocelle si vince la calura con il primo Rifugio Fito-Bioclimatico a Piazza dei Gerani l’originale struttura inaugurata nei giorni scorsi dal sindaco di Roma Capitale, Roberto Gualtieri. Il green-prototipo – dotato, persino, di prese di corrente per ricaricare smartphone e tablet – è diventato in poche ore dalla sua inaugurazione oggetto di osservazione in rete.
Rampicanti contro il sole cocente e inquinamento
La struttura a prova di caldo ha beneficiato dei finanziamenti approvati nel 2021 dal Ministero dell’Ambiente attraverso il Programma sperimentale di interventi per l’adattamento ai cambiamenti climatici in ambito urbano. Costo dell’opera 138.000 euro per il progetto sui cui punta l’Assessorato all’Ambiente e portato avanti dell’Ufficio Clima di Roma Capitale. Il rifugio Fito-bio climatico, “serve per fare ombra e potenziare il lavoro che già fanno le piante attraverso l’acqua, a fianco all’aumento del verde”, precisa l’Assessora all’Agricoltura, Ambiente e Gestione ciclo dei rifiuti, Sabrina Alfonsi, in uno dei video presenti in rete. Sulla struttura “la rete di rampicanti crescerà molto rapidamente e sarà completamente coperta”, rassicura il Sindaco Gualtieri durante l’inaugurazione del rifugio.
Troppa afa per usufruire del “Piano Caldo”
Ombra e ostacolo ad inquinamento e micro-polveri. Il gazebo a Centocelle è diventato realtà da pochi giorni, ma sono pochi i fruitori della struttura. Saranno le raccomandazioni degli esperti di uscire solo per lo stretto necessario a causa delle temperature proibitive, o per il fatto che molti sono già in vacanza. Il prototipo destinato a repliche in altri quartiere capitolini inserito nel Piano Caldo non sembra attrarre molto i residenti.
Il rifugio entra nel dibattito in rete sugli oltre 30.000 alberi abbattuti
L’assolata Piazza Risorgimento – a due passi dalla Basilica di San Pietro – finisce, addirittura, sulla CNN per via dell’assenza di ombra e la morte della nuove piante dentro i grandi vasi in metallo posizionati sulla spianata. Gli alberi abbattuti in tanti quartieri, da Monteverde all’EUR, diventano virali sui social, così come la polemica legata al taglio dei cipressi per liberare la vista sul Mausoleo di Augusto, considerati di valore storico per associazioni e comitati di cittadini. La polemica sul verde urbano e sull’ombra che latita si ri-innesca con l’apertura del rifugio green a Centocelle. Da un lato, l’onda delle critiche legate all’abbattimento di oltre 30.000 alberi – pericolanti, secondo l’amministrazione – sostituiti da alberi giovani, per lo più morti a poche settimane dalla messa a terra. Dall’altro, la necessità sottolineata dal Comune di Roma di dover rimuovere alberi dichiarati pericolosi a causa del rischio crollo. L’indignazione sul web da parte dei cittadini – e dei turisti muniti di parasole – alle prese con una città rovente e priva di ombra, dilaga.
Valanga di critiche sui social
Se molti premiano l’iniziativa, appaiono decisamente più numerosi i commenti scettici e critici sui social riguardo al progetto, in particolare modo sull’efficacia, sulla lunga attesa prima dell’apertura e sui costi sostenuti. Prevalgono le eccezioni sulla posizione della amministrazione capitolina legata al taglio degli alberi ed alla morte di quelli piantati. Da “sindaco boscaiolo”, all’invito di innaffiare e curare le piante, la pioggia di critiche è consistente, anche da chi afferma di aver votato convito la giunta capitolina. Dal Campidoglio la risposta è sempre la stessa: “l’amministrazione è attiva nella tutela degli alberi e nella lotta contro il caldo della Capitale”.

