“Il Centro-Sud del nostro Paese è ancora troppo dipendente dalle discariche. Quello che stiamo cercando di fare a Roma è dimostrare che si può vivere senza discarica. È una bella scommessa da questo punto di vista, e spero di farcela per poter dare un segnale a tutto il Mezzogiorno”. Così riferisce una nota dell’emittente, il ministro all’Ambiente Corrado Clini in un’intervista a Radio Vaticana.
L’ipotesi di una discarica al Laurentino “è una notizia che ho letto sulla stampa – afferma il ministro – Io non sto lavorando per trovare una discarica a Roma, ma per far funzionare al massimo tutti gli impianti, in maniera tale da poter recuperare e valorizzare i rifiuti. Credo che non ci sia bisogno di un’altra discarica a Roma”. Qual è allora la soluzione, oltre a valorizzare? “Raccolta differenziata, recupero della frazione umida – che a Roma è il 40 percento dei rifiuti urbani – e produzione di compost e valorizzazione energetica, attraverso l’uso del combustibile derivato dai rifiuti per generare elettricità”, risponde.
Il gassificatore di Malagrotta
Però le istituzioni locali, fino ad ora, non hanno dati grandi segnali. Lei si aspetta anche un cambiamento con Zingaretti alla Regione? “Io mi aspetto un significativo cambiamento, anche per le vicende note. Di fatto, il ruolo della regione, che è cruciale per questo tipo di politiche, è stato molto marginale negli ultimi 4 – 5 mesi, nel momento in cui avrebbe dovuto esercitare un ruolo importante per governare il processo. Mi auguro che con il presidente Zingaretti questa situazione venga superata”.
“A Roma è caos rifiuti. Le ultime notizie circa una possibile discarica a Laurentino dimostrano come la gestione Alemanno-Polverini, la gestione commissariale, il tutto sotto l’occhio complice del ministro Clini, siano risultate completamente fallimentari. A Roma non c’è nessuno che governa e gestisce la vicenda rifiuti, e siamo sull’orlo del caos”. Lo dichiara in una nota Nando Bonessio, presidente regionale dei Verdi. “Una possibile discarica in un luogo dove non si hanno notizie di studi o perizie, è solo l’ennesimo episodio di una saga che dura da almeno 2 anni e mezzo, in cui tonnellate di inchiostro sono state versate per riportare dichiarazioni della ex presidente del Lazio, Renata Polverini, che sbandierava ai 4 venti un piano rifiuti immaginario, per poi lavarsene le mani e scaricare tutte le responsabilità su un commissario, richiesto con insistenza all’allora presidente del Consiglio, Berlusconi. E’ bene ricordarli questi fatti, oggi, quando siamo ad un passo dal caos in città e tutti si preparano allo ‘scarica barile’ sulle nuove amministrazioni. Avevano raccontato ai cittadini, tappezzando la città di manifesti, che stavano facendo la differenziata, mentre con il piano industriale dell’AMA si riempivano le strade di bidoni per la raccolta dell’indifferenziato, e mentre la tariffa sui rifiuti aumentava più che nel resto d’Italia. Il tutto mentre si prometteva la chiusura definitiva di Malagrotta, per poi prorogarla col risultato che oggi è ancora aperta”, aggiunge.
“La città di Roma, e l’intera regione – conclude Bonessio -, ha perso 3 anni per l’incompetenza di certi politici. Tre anni in cui si poteva avviare una seria filiera della raccolta differenziata porta a porta spinta contestuale in tutti i comuni, avviare la filiera della riduzione, del riuso, del riciclo, e costruire quegli impianti necessari, e non inquinanti, rinunciando così alla nuova mega discarica e agli inceneritori di Albano e Malagrotta. Speriamo che il nuovo sindaco e il nuovo presidente della Regione sapranno affrontare con maggior saggezza e umiltà la problematica, aprendosi al dialogo con le comunità locali e i comitati”.
