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Cna: “Non sono a norma due impianti su tre”

“Per evitare il ripetersi di fatti tragici come quello di Anzio, è necessaria la manutenzione periodica degli impianti tecnici, affidata a operatori qualificati. C’è poi il problema dei mancati controlli da parte dei Comuni al di sopra dei 40mila abitanti, tenuti per legge alle verifiche, ma che, solo in rari casi, rispettano le prescrizioni. Chiederemo a breve di incontrare le amministrazioni locali inadempienti per sollecitare interventi a tutela della salute e sicurezza dei cittadini. E prevenire così gravi incidenti come quello di oggi”.
Lo ha detto, in una nota, Claudio De Simone, presidente impiantisti Cna di Roma. “Il 75,6% degli impianti della provincia di Roma, invece, risulta irregolare.

Anomalie amministrative, carenze tecniche e irregolarità dei sistemi di ventilazione: sono tante le falle nel sistema evidenziate dalla Cna di Roma – prosegue la nota – Tra i circa 232mila impianti censiti nel catasto provinciale, nei Comuni sotto i 40mila abitanti, quelli con una potenza inferiore ai 35 kW (i classici impianti di riscaldamento delle abitazioni) sono il 78% del totale. Il primo dato riguarda l’età: il 39% di quelli messi sotto osservazione ha più di otto anni. Il 29% tra i quattro e gli otto. Quasi un impianto su due (44,6%) risulta avere anomalie amministrative (mancanza di dichiarazioni di conformità, del libretto di impianto, del libretto di uso e manutenzione). Nel 17,2% dei casi sono state riscontrate irregolarità del foro di ventilazione, quando non la totale assenza. E poi ci sono le anomalie sui condotti di evacuazione, inidoneità del locale di installazione e non adeguatezza delle aperture di ventilazione, che pesano per l’8%”.