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Codacons sfida la Coppa Italia. Roma-Lazio, l’ora in mano al Tar

Pronto il ricorso contro la decisione di anticipare la finalissima di Coppa Italia alle ore 18 di domenica 26. L’associazione dei consumatori ricorre alla giustizia amministrativa sostenendo che la partita impedirà ai cittadini di recarsi nei seggi dei quartieri a ridosso dello stadio Olimpico, impedendo il diritto di voto. La scelta di fissare l’orario è “illogica ed irrazionale che comprime gli interessi dei cittadini romani, sacrificati in nome di esigenze private e di profitto”

di Claudio Roma

Finale di Coppa Italia Roma-Lazio con evidenti chiusure nei quartieri limitrofi all’Olimpico, più elezioni comunali: uguale ricorso al Tar.
E la Finale di Coppa Italia ora è appesa a una decisione dei giudici del Tar del Lazio, presso i quali il Codacons depositerà nelle prossime ore il ricorso contro la Lega Calcio che indicato per il giorno 26 l’incontro-scontro tra Roma e Lazio.
“Alla base dell’iniziativa dell’associazione, le inevitabili ripercussioni che la partita avrà sulle elezioni comunali, previste per domenica 26 maggio, e sull’esercizio del diritto di voto da parte dei cittadini”, spiega la stessa associazione che sempre al Tar ha bloccato per un anno i lavori del Colosseo e che più di una volta è riuscita con successo a bloccare l’amministrazione Alemanno.

tar lazio


Spiega il Codacons: “La concomitanza degli eventi rende di per sé difficile il libero esercizio del diritto di voto spettante ad ogni cittadino romano.Difatti, è noto che il disputarsi di un così delicato incontro di calcio com’è quello del derby capitolino, per di più gara finale di una competizione sportiva, comporterà il dispiegamento di importanti misure di sicurezza: chiusure del traffico, riduzioni della mobilità, deviazioni dei percorsi ordinari dei mezzi pubblici, zone interdette perfino al passaggio dei pedoni, in particolare, nella zona Nord della Capitale, e nell’area limitrofa allo Stadio Olimpico”.
Secondo i ricorrenti, “nella zona rossa ci sono numerose le sezioni elettorali e i seggi interessati, l’accesso ai quali diverrà estremamente difficoltosi per i residenti chiamati ad esprimere il proprio voto. Senza contare gli ingorghi e i blocchi del traffico che si verificheranno a ridosso dell’orario di inizio della partita, alle 18,00, nel clou dello svolgimento delle operazioni elettorali (decine di migliaia gli spettatori attesi!) nonché al termine dell’incontro, atteso attorno alle 20,00, ancora in orario di apertura dei seggi”.
Infine, “sembra di poter affermare che non tutti gli interessi in gioco e non tutti i profili rilevanti ai fini della decisione siano stati effettivamente considerati – scrive ancora il Codacons – con il risultato che si è giunti ad una determinazione illogica ed irrazionale che comprime gli interessi dei cittadini romani, sacrificati in nome di esigenze private e di profitto di coloro che tale decisione hanno preso”.
Il Codacons ha dunque chiesto al Tar di sospendere il provvedimento con cui si anticipa la partita alle ore 18 e almeno di disporre “che siano verificate le effettive condizioni di accesso e agibilità dei seggi ubicati nelle zone interessate dalle misure di sicurezza prese in vista dello svolgimento della gara, ed emanati i necessari provvedimenti affinche’ sia pienamente garantito l’esercizio del diritto di voto dei cittadini romani”.