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Colosseo, sì al restauro. Giudizio concluso

Lo ha deciso il Consiglio di Stato che ha depositato la sentenza chiudendo definitivamente il conflitto che era sorto sull’aggiudicazione dei lavori

Gli antichi marmi dell’Anfiteatro Flavio sono destinati a tornare alla loro originaria bellezza: i lavori di restauro finanziati con un contratto di sponsorizzazione da 25 milioni di euro dal Gruppo Tod’s di Diego della Valle posso proseguire. Lo ha deciso il Consiglio di Stato che ha depositato la sentenza chiudendo definitivamente il conflitto che era sorto sull’aggiudicazione dei lavori.
“All’esito di un contenzioso tra le due imprese Gherardi e Lucci che hanno partecipato alla gara, gestita dalla Soprintendenza per i beni archeologici di Roma, il Consiglio di Stato ha ritenuto che i lavori, già iniziati dall’impresa Gherardi, possono proseguire” si legge nella sentenza. “Il Consiglio di Stato ha, infatti, confermato la sentenza del Tribunale amministrativo regionale del Lazio, impugnata dalla Lucci e non anche dal Ministero per i beni e le attività culturali, e ha ritenuto che la Lucci non avesse dimostrato, mediante idonea certificazione, il possesso dell’effettiva capacità tecnica di progettazione richiesta dalla legge ai fini del restauro”. E poi prosegue “La valutazione rigorosa di questo requisito è imposta, si afferma nella sentenza, dalla particolare importanza di un appalto avente «ad oggetto un monumento di unica rilevanza storica risalente al primo secolo dopo Cristo»”.
L’impresa Gherardi aggiudicataria dell’appalto pubblico, che dalla primavera aveva avviato i lavori sulle prime delle ottanta arcate da restaurare, può andare avanti con la sua tabella di marcia che prevede il maquillage sulle successive cinque arcate verso via Labicana.