La rivoluzione di Ignazio Marino inizia da quello che era il suo stato il cavallo di battaglia in campagna elettorale. Partono infatti i lavori della tanto sbandierata pedonalizzazione dei Fori Imperiali: mentre non si placano ancora le polemiche e l’opposizione inneggia ai referendum popolari per bloccare l’operazione, in via Labicana apre il cantiere.
Sosta vietata dalla mezzanotte, una misura necessaria per consentire il cambio di viabilità: auto e mezzi pubblici percorreranno l’attuale corsia preferenziale tranviaria in direzione Colosseo, mentre in direzione Merulana la corsia riservata rimarrà a disposizione del trasporto pubblico mentre il traffico privato percorrerà l’attuale corsia laterale. Poi scatteranno i lavori anche su piazza del Colosseo che sarà ridisegnata per permettere a chi in auto arriverà da via Nicola Salvi di immettersi su via Labicana.
I lavori dovrebbero durare meno di una settimana anche se rimane l’incognita granito: non è sufficiente a realizzare i nuovi spartitraffico, così verranno utilizzati delle normali barriere di cemento che andranno rimosse quanto prima per rispettare gli obblighi imposti dalla sovraintendenza.
Il cuore della città sarà così invaso dai cantieri quando a quello già presente per la Metro C e a quello previsto per la pedonalizzazione si aggiungerà quello confermato anche dal ministro Bray per la ristrutturazione del Colosseo. I lavori partiranno nel giro di pochi giorni, ma nel frattempo l’anfiteatro più famoso del mondo rischia di restare nuovamente chiuso. Nuova assemblea indetta dai lavoratori del Ministero dei Beni Culturali e domenica potrebbe essere una nuova giornata di lunghe file per i turisti costretti ad attendere fuori dai cancelli.

