Lesioni personali aggravate dall’uso delle armi e dall’abuso di poteri. Questo il reato per il quale sarà processato Alfio P., poliziotto di 48 anni, immortalato in un video mentre colpisce alla nuca con un manganello un ragazzo già a terra e immobilizzato, durante gli scontri avvenuti il 14 novembre 2012 su lungotevere dei Vallati durante la protesta contro le politiche del governo Monti. Lo ha deciso il gup Tiziana Coccoluto che ha disposto il rinvio a giudizio del poliziotto.

Il processo inizierà il 9 luglio prossimo davanti al tribunale monocratico di Roma. L’uomo, che all’epoca era ispettore capo in servizio al commissariato Viminale, secondo la ricostruzione del pm Luca Tescaroli, avrebbe colpito con il proprio sfollagente, senza ragione, un 26enne provocandogli lesioni giudicate guaribili in cinque giorni. Escoriazioni, in particolare, alla schiena, al polso e al lato sinistro della testa. Per l’avvocato Salvatore Volpe, quanto accertato dalla procura non corrisponde al vero: “Una consulenza medico-legale ha stabilito che le lesioni riportate dal manifestante sono incompatibili con un colpo di manganello. Al processo, poi, dimostrerò come da un’analisi attenta del video emerga che il colpo di sfollagente non è andato a segno anche se le immagini sembrano sostenere il contrario”.

