Cinque anni di reclusione. E’ la richiesta di condanna avanzata ai giudici della settima sezione penale del tribunale di Roma dal pm Corrado Fasanelli nei confronti di Franco Panzironi, ex ad Ama, finito a processo per la cosiddetta “Parentopoli“.
Al termine della sua requisitoria, lo stesso pubblico ministero, ha chiesto altre cinque condanne e due assoluzioni. 2 anni di reclusione, sono stati sollecitati dall’accusa per Gian Francesco Regard e per Ivano Spadoni, rispettivamente ex direttore dell’ufficio legale e dirigente della municipalizzata.
Due anni e 6 mesi sono stati chiesti per Bruno Frigerio, consulente dell’azienda, mentre per Lorenzo Allegrucci e Luciano Cedrone -entrambi ex dirigenti- il pm ha richiesto rispettivamente un anno e mezzo e quattro anni di reclusione. Secondo l’accusa, gli imputati -accusati a vario titolo di abuso d’ufficio e falso- avrebbero gestito oltre 800 assunzioni irregolari presso l’azienda per lo smaltimento dei rifiuti di Roma. In 41 casi, nel 2008, le assunzioni sarebbero arrivate su chiamata diretta, con delibere predatate per evitare i vincoli imposti dalla legge Brunetta. Tra gli imputati, gli unici due per i quali il pm ha chiesto l’assoluzione sono Giovanni D’Onofrio – consulente Ama- e Sergio Bruno, presidente della società incaricata delle preselezioni del personale.
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Il piemme Corrado Fasanelli chiede ai giudici della VII Penale la condanna dell’ex ad dell’azienda dei rifiuti. Due anni di reclusione, sono stati sollecitati dall’accusa per Gian Francesco Regard e per Ivano Spadoni, rispettivamente ex direttore dell’ufficio legale e dirigente della municipalizzata. Assoluzione per i membri della società di recruiting
