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Condannato ad andare a piedi. “Basta scippi, niente più bus”

LA SENTENZA. Dopo 20 anni di caccia ai portafogli dei turisti, mezzi pubblici vietati per Nunzio, il “re del 64”. I carabinieri lo hanno preso mentre colpiva la borsa di una turista americana in compagnia di un complice e l’hanno portato dal giudice. La “direttissima” lo costringerà a vivere dalle 6 alle 17 in un quadrilatero di strade intorno alla sua residenza. Ora è ufficialmente disoccupato

Nome Nunzio, età 57 anni. Pugliese, residente da anni a Roma. Professione: scippatore sui bus. Da oggi Nunzio S. non potrà più salire su nessun autobus di Roma e neanche su tram e metropolitane: il giudice che lo ha processato per direttissima quando ha visto il suo fascicolo zeppo di denunce e condanne per scippo e sempre sui bus che collegano il centro con il Vaticano ha alzato le braccia e ha comminato una specie di pensa del contrappasso.

autobus amtab interno


Ora, dopo 20 anni di “onorata carriera” come scippatore, conosciuto dai carabinieri come il re del 64, dovrà andare a piedi. E neanche muoversi tanto, perché come pena accessoria è stato condannato a vivere dalle 6 alle 17 di ogni giorno in uno speciale quadrilatero delimitato dalle vie che incrociano con la strada in cui abita.
L’ultimo scippo è stato fatale. Dall’inizio dell’estate i carabinieri hanno intensificato i controlli a tutela dei turisti sulle linee Atac più centrali e così non c’è giorno che passi senza una “mattanza” di scippatori che cadono nella rete. Quattro, cinque al giorno che vengono puntualmente presi e accompagnati in Tribunale.

Nunzio insieme a un compare, forse un giovane con tanta voglia di imparare, era in largo Argentina sul solito 64. Una turista americana la vittima, alla quale hanno sfilato con magistrale esperienza il portafogli. Solo che a due centimetri c’era due militari della Compagnia di Piazza Dante che lo tenevano d’occhio e così non hanno fatto grande fatica. Nunzio ha subito restituito il portafogli e si è diretto verso l’uscita del bus. Una sorta di resa.
Pur avendo un’esperienza pluriennale e una specializzazione, il “re del ’64” è ufficialmente disoccupato.