“Gli antichi romani insegnarono al mondo l’arte della costruzione delle strade (non per niente sono arrivate fino a noi), e ora gli stranieri commentano con caustica ironia lo stato della viabilità della Roma moderna (chiamiamola così). La situazione è peggio di 50 anni fa. Siamo ultimi in Europa anche in questo. Chiamare Piano di manutenzione quello presentato oggi in Campidoglio, è una parola grossa. E promettere la vigilanza sui lavori da parte di “ben” tre tecnici, propagandare gli esperimenti sulla verniciatura delle strisce pedonali, assicurare (per l’ennesima volta nel corso degli ultimi 20 anni) la valorizzazione dei sampietrini, è francamente troppo. Il grande Ennio Flaiano commenterebbe: “La situazione è grave ma non seria”.
Lo ha dichiarato Fabio Desideri, presidente di Confimprese World.
“Senza inventare nulla, basterebbe copiare quello che fanno all’estero, dove le strade non sono “usa e getta”, cioè non vengono realizzate per durare pochi mesi, ma per resistere anni, e per di più in climi ostili. E costano molto di meno. Nel resto d’Europa le strisce pedonali vengono semplicemente pitturate sull’asfalto, senza la fanfare dei proclami. E l’economia cittadina trae vantaggio da una mobilità e da una viabilità ben congegnate”, ha aggiunto Desideri.
“È esilarante l’annuncio dei cartelli col countdown luminoso, stile Cape Canaveral. Sarà perché le buche rendono il paesaggio romano simile a quello lunare? Dico questo senza velleità polemiche e appuntando in agenda quanto annunciato oggi, tempistiche comprese. Staremo a vedere se il Campidoglio riuscirà a mantenere almeno la realizzazione di questo mini-Piano. Il mondo e gli investitori esteri ci guardano”, ha concluso Desideri.
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