“La nostra proposta di legge ha 150 mila firme, non mi interessa il consenso di Vannacci, voglio solo che sia approvata”. Piazza della Libertà diventa il megafono della manifestazione “Remigrazione e Riconquistare” che, secondo il leader di Casa Pound Luca Marsella, non è una spinta a deportazione e rastrellamenti, piuttosto una proposta di legge fattibile. E, forte del sostegno popolare, il leader di Casa Pound si dichiara pronto a ritornare in Parlamento. Questa volta per entrarci.
Marsella: “Remigrare non significa deportare, foglio di via per irregolari e per chi non si è integrato”
Luca Marsella, prima dell’inizio del corteo, ha incontrato i giornalisti: “Abbiamo chiamato a raccolta gli italiani che hanno a cuore l’Italia. La proposta di legge sulla “remigrazione” punta a incentivare il ritorno degli stranieri nei Paesi d’origine, anche attraverso contributi economici per chi rinuncia definitivamente al diritto di soggiorno e alla cittadinanza italiana. Il testo prevede inoltre un forte giro di vite sull’immigrazione irregolare, espulsioni più rapide e nuove priorità per i cittadini italiani nell’accesso ad alcuni servizi. Noi vogliamo ricacciare gli immigrati irregolari e mandare a casa anche quelli regolari che non si sono integrati nel tessuto sociale. Non con la deportazione, anzi, offrendo addirittura degli incentivi”.
Casa Pound snobba Vannacci: “Ci interessa che sia approvata la legge”
Il leader di Casa Pound ha anche sottolineato come la sua sia una posizione a favore del popolo, senza alcun interesse governativo. La candidatura alle prossime politiche non gli interessa, esattamente come la stima o l’appoggio di Vannacci: “Chi ha rovinato l’Italia non ha un tatuaggio sul collo, ma indossa giacca e cravatta. Noi siamo fuori dal sistema, non andiamo in tv, parliamo alla gente che lavora, all’Italia che fatica. Abbiamo chiamato a raccolta la gente. Nella proposta non c’è scritta la parola deportazione, né rastrellamenti, non siamo l’ICE, né lo vogliamo. Non siamo politicamente corretti, ma non vogliamo deportare la gente. La proposta prevede di incentivare il lavoro nei paesi d’origine e ciò permetterebbe un risparmio enorme alle casse dello Stato. Non mi interessa la fiducia di Vannacci, non me ne faccio niente, a me interessano i fatti. Voglio sapere quando la nostra proposta diventa legge, questo mi interessa, non certo andare alle elezioni. Non comunico che non mi candido”.
Le voci dei cittadini e i cori nostalgici, Marsella: “Torniamo in parlamento”
Il corteo nazionale del comitato remigrazione ha radunato almeno quattromila i cittadini in piazza per chiedere l’approvazione della proposta di legge. Chi ha raggiunto il corteo ha le idee chiare. È stanco di dover convivere con insicurezza, degrado, spaccio e criminalità a pochi passi da casa. Il corteo “Remigrazione e Riconquista” fa il pieno di cori e tricolori. Insieme all’inno di Mameli, però, non sono mancati anche cori legati al ventennio, saluti romani, braccia tese. Marsella, dal palco, ha chiuso così la questione: “C’è gente di destra e che inneggiava al Duce? Non lo so, l’unica certezza è che ho visto migliaia di persone rialzare la testa. Entro la fine mese cercheremo di tornare in Parlamento, con le 150 mila firme raccolte”. Lo scorso gennaio gli fu impedito l’ingresso: “Se non ci faranno entrare neanche questa volta, resteremo lì. È un mio diritto entrare in Parlamento. Sto portando una proposta di legge e, quindi, chiamo la gente a venire sotto al Parlamento. E se ancora ci sarà negato l’ingresso, inviteremo chi sarà con noi a mettere pressione per farci entrare, stando lì e gridando che dobbiamo entrare. Non sarà un assalto, ma un assedio”.

