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Crisi, affitti in caduta libera. Parola d’ordine: ri-trattare

Per affittare un monolocale si paga fino a mille euro al mese, in periferia “bastano” 720 euro; per un trilocale si superano di poco le 1150 euro, mentre in Centro si arriva ad un massimo di mille e quattrocento. Se il vostro contratto di locazione prevede un pagamento di un importo superiore, sappiate che è possibile chiedere una rivisitazione del canone d’affitto. Affaritaliani.it ha chiesto al noto avvocato civilista Giulia Caroselli quali siano le procedure con una scoperta: risparmiare è molto semplice. LA GUIDA

di Alberto Berlini

La crisi ha colpito duramente il ramo immobiliare, e questo è una dato di fatto. Gli ultimi dati che sono stati diffusi da Tecnocasa quantificano un crollo di circa il 4% del valore di mercato rispetto ai contratti di locazione. E su base annua la crisi degli affitti è ancora più grave. Certo, i dati variano a seconda delle tipologia abitativa e della zona, e se per affittare un monolocale al centro si paga fino a mille euro, in periferia “bastano” 720 euro, mentre per un trilocale si superano di poco le 1150 euro, mentre in Centro si arriva ad un massimo di mille e quattrocento.

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In molti ora si trovano nella condizione di avere un contratto di locazione che non corrisponde più alle condizioni del mercato. Affaritaliani.it ha chiesto al noto avvocato civilista Giulia Caroselli quali strumenti possano essere usati per ottenere una rivisitazione del contratto. Ed è molto più semplice di quello che ci si possa aspettare. La regola per tutti, locatore e locatario, è solo una: il buonsenso.
La negoziazione è un gioco in cui tutti vogliono perdere il meno possibile, bene. Immaginiamo di avere stipulato nel 2010 un contratto di locazione di quatto anni, rinnovabili per altri quattro. Scopriamo ora nel 2013 che l’importo pattuito è decisamente superiore a quello dell’odierno mercato. “E’ sufficiente concordare con il proprietario di casa una modifica del contratto a causa delle sopravvenute e mutate condizioni di mercato”.

giulia caroselli

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Sia chiaro – spiega ad Affaritaliani.it l’avvocato Caroselli – il proprietario-locatore non è obbligato a cedere alle richieste dell’affittuario, tuttavia di fronte alla scelta di rivedere al ribasso il canone di locazione ovvero intentare una azione giudiziaria per una eventuale morosità, potrebbe avere interesse ad una soluzione bonaria della questione. Anche perché – conclude l’avvocato Caroselli – per il proprietario potrebbe essere svantaggioso dover trovare un altro inquilino con il quale stipulare un nuovo contratto che avrebbe comunque un canone di locazione tarato sulle variate condizioni del mercato”.
Una volta raggiunto e stipulato l’accordo per la diminuzione del canone di locazione, sarà necessario allegarlo come variazione al contratto originale e depositarlo presso l’agenzia delle entrate. Così il contratto continuerà ad avere efficacia fino alla scadenza originaria, con le mutate condizioni di pagamento. E il risparmio è servito.