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Il giorno degli ‘Strikers’. Blitz al Colosseo: “Ponteggi occupati”

Il giorno degli ‘Strikers’. Blitz al Colosseo: “Ponteggi occupati”
cortei strikers roma 7
Tensione al corteo di Cobas, sindacati di base, studenti, precari, migranti e attivisti dei centri sociali, riuniti sotto la sigla “strikers”. Uova contro l’ambasciata tedesca, petardi e fumogeni contro il Ministero dell’Economia. Occupata la sede di BNL, “Mario Bross” in picchetto ad Acea. TUTTE LE FOTO
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Il giorno degli ‘Strikers’. Blitz al Colosseo: “Ponteggi occupati”
Il giorno degli ‘Strikers’. Blitz al Colosseo: “Ponteggi occupati”

Sono scesi dal Colosseo i circa trenta lavoratori che dalle 12 protestavano in cima al Colosseo per protestare contro il jobs act, le sospensioni disciplinari comminate a Ilario e Valentino, autisti della Roma Tpl, e contro la privatizzazione dei servizi pubblici. Una delegazione dell’Usb ha infatti incontrato l’assessore ai Trasporti e Mobilità di Roma Capitale, Guido Improta, che, anche a nome del sindaco Marino, ha ribadito la volontà dell’Amministrazione Capitolina di far rispettare le regole e la legalità a partire dal settore dei trasporti.

Concluso invece a piazza Vittorio il corteo romano dello sciopero sociale, partito da piazza della Repubblica e da Piramide. Mentre nella piazza, al suono della musica anni ’50-’60 diffusa dagli altoparlanti, rimangono ancora numerosi manifestanti, Piero Bernocchi, leader dei Cobas e uno dei promotori dello “strike”, commenta l’esito della mobilitazione: “È andato enormemente bene sia a livello nazionale che locale, abbiamo avuto manifestazioni in oltre 50 città, anche dove non ce l’aspettavamo – nota – Qui a Roma c’erano 20.000 persone, un risultato che come sindacato di base non raggiungevamo da tempo. Il corteo è stato sereno e tranquillo, ognuno si sentiva a casa sua”.

Attimi di tensione durante la mattina con un fitto lancio di uova contro il Consolato tedesco in via San Martino della Battaglia da parte di alcuni manifestanti che partecipano al corteo dello ‘Sciopero sociale’. La protesta legata alla vertenza dei lavoratori della Ast di Terni della ThyssenKrupp. Il Consolato protetto da cinque blindati di polizia e guardia di finanza, e da un nutrito gruppo di agenti in tenuta antisommossa che sono stati imbrattati dalla vernice rossa lanciata dai manifestanti.

Altro momento di tensione davanti ai cancelli della sede del Ministero dell’Economia e delle Finanze, sul lato di via Cernaia, dove un gruppo di partecipanti al corteo dello “sciopero sociale” partito da piazza della Repubblica ha lancio di petardi, fumogeni colorati e uova.

In azione i Movimenti per il diritto all’abitare che hanno occupato la storica sede della BNL di piazza Albania, “Un palazzo in disuso, attualmente sottoposto a lavori di ristrutturazione, che potrebbe essere destinato ad alloggi popolari, non alla speculazione edilizia” secondo i manifestanti che hanno esposto gli striscioni “Libertà di movimento, la lotta non si arresta”, “La colpa è del padrone e non dell’immigrato” e “Casa, reddito e dignità”. Sul posto agenti delle forze dell’ordine.

Picchetto anche davanti la sede Acea prima dell’avvio di uno dei cortei dello sciopero sociale. “Stop privatizzazioni”, lo slogan dei manifestanti che sono vestiti da Super Mario Bross. Un rapido blitz è stato fatto all’interno della struttura.

Il corteo degli studendi, dopo aver sfilato sotto al Coloseo, si è congiunto a Porta Maggiore, con quello partito da piazza della Repubblica che raggruppava Cobas, sindacati di base, studenti, precari, migranti e attivisti dei centri sociali. “Tutti insieme facciamo paura”, urlano gli studenti dai megafoni. Non mancano anche i cori contro la polizia e le forze dell’ordine. “Assassini”, gridano, e “Cucchi è vivo, e lotta insieme a noi”. È stato infatti dedicato a Stefano Cucchi, il geometra romano morto il 22 ottobre 2009, all’ospedale Sandro Pertini mentre era in custodia cautelare, un pezzo del corteo dello “sciopero sociale” partito da piazza della Repubblica stamattina. “Siamo un po’ romantici e vogliamo ricordare una persona che non c’è più ma è qui. Stefano sei qui con noi, ti dedichiamo un pezzo di corteo”, ha spiegato un manifestante dal megafono del camion di testa, tra i cori “Stefano vive!” dei presenti.

“Jobs Act”, “Buona Scuola” e legge di stabilità del governo Renzi, ma anche austerità e privatizzazione dei Beni Comuni nel mirino dello sciopero, accompagnato da diversi flash mob e presidi oggi e nei scorsi giorni, scanditi dall’hashtag #14N.
Decine gli striscioni: da quelli contro la riforma del lavoro, come “Jobs Act=Bad Jobs” e “Ma quale crisi? È solo sfruttamento”, a quelli dei liceali in favore della scuola pubblica: “Oggi studenti, domani merce!”, “La buona scuola è ignoranza, Albertelli scende a oltranza”. Molti anche i gruppi di migranti, tra il Movimento Migranti-Rifugiati dell’Usb con le bandiere del sindacato e gli striscioni “Lotta contro il razzismo e per l’integrazione”, “Voix des Migrants”, “Pour un monde sans frontieres”: “Siamo l’Italia meticcia, ‘sans papier’ che chiedono di veder riconosciuti i loro diritti”, grida uno di loro al megafono. Ma anche i lavoratori dell’Aeroporto di Fiumicino, con lo striscione “La precarietà e la precarizzazione sono un cancro da estirpare”.