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D’Ubaldo giura: “Nessuno vuole rifare la Dc”. L’impegno dei cattolici per le nuove leve

LA RECENSIONE. In libreria la nuova riflessione politica di Lucio D’Ubaldo, ex senatore Pd con l’idea fissa di “ricominciare dall’impegno dei cattolici nella formazione di dirigenti in grado di testimoniare la rinascita civile italiana, e di tessere le trame di un tessuto connettivo che possa collegare la società, nell’ottica di un riformismo che tocchi sia la destra che la sinistra”. E per la presentazione ha scelto la polemica di Mario Adinolfi

di Patrizio J. Macci

Lo spirito di Aldo Moro è stato evocato a lungo da Mario Adinolfi e Luciana Pedoto durante la presentazione del volume del Senatore Lucio D’Ubaldo alla Libreria Arion Montecitorio “Riformismo democratico a cristiano- L’idea del centro a sinistra”. A poche decine di metri da dove i partiti si stanno sgretolando o forse – come ha sostenuto Adinolfi – “semplicemente si sono trasformati in altro da tempo, ed alcuni ancora non se ne sono accorti. Alludo ad alcuni miei amici sedicenti “smacchiatori”.
La discussione è partita da lontano, dai padri della Democrazia Cristiana, Moro, Zaccagnini, De Gasperi, Martinazzoli. “Prima di venire qui, ho postato sulla mia pagina personale di facebook – ha esordito Adinolfi in veste di giornalista, polemista e blogger- “l’ultimo discorso di Aldo  Moro ai gruppi parlamentari, è incredibile quante persone lo abbiano letto in poco tempo, e quanto quelle parole possano essere attuali. Sono stato parlamentare per un breve periodo, e quando incontro alcuni degli ex colleghi mi domando sempre: ma questi politicamente da dove vengono? Io ho partecipato a riunioni, corsi di formazione di partito, riunioni interminabili dove ho imparato a leggere e amare i nomi che D’Ubaldo cita nel suo volume. Di tutto questo non rimane più nulla a sinistra, dove di formazione o marketing della politica, non si parla proprio più mentre a destra esiste solo quella”.

lucio d'ubaldo


D’Ubaldo ha messo in chiaro che nessuno vuole rifondare la Democrazia Cristiana nella maniera più assoluta, ma “che è assolutamente indispensabile ricominciare dall’impegno dei cattolici nella formazione di dirigenti in grado di testimoniare la rinascita civile italiana, e di tessere le trame di un tessuto connettivo che possa collegare la società, nell’ottica di un riformismo che tocchi sia la destra che la sinistra. A questo pensavano Moro, Zaccagnini e le altre figure di spicco della Dc”. Possiamo “guidare la rivolta” con un nuovo linguaggio, quello dei moderati, del centro a sinistra, ha aggiunto il Senatore: della cultura, della comprensione sociale, dello studio. È quello che hanno fatto i nostri padri cercando di pre-vedere, di avere una visione della politica.
Una nota positiva c’è – ha concluso Adinolfi celiando: “Vi lascio per l’aperitivo che come si dice a Roma non posso offrire io, perché sicuramente pensavo di trovare al massimo sette otto persone, invece siete più di settanta per un tema così complesso e astratto ma di importanza fondamentale per la società civile. Quindi la speranza che qualcosa possa cominciare esiste.