Gli antichi romani erano devi veri e propri cultori dei bagni termali, ma dopo la rovina dell’impero la Città Eterna è rimasta priva di quelle che erano dei veri e propri luoghi di incontro e socializzazione. Dopo duemila anni non si dovrà più lasciare l’ombra del cupolone per recarsi verso Tivoli, Fiuggi o Stigliano. Almeno secondo i progetti di Francesco Manzionna, costruttore e presidente della Cogei. Tutto nasce da una sua idea e da un colpo di fortuna.
Nel 2010 la Cogei, azienda di costruzioni nota a Roma Nord per essersi aggiudicata gli appalti dei parcheggi Pup, costruiti con la benevolenza del Vicariato sotto le principali chiese della zona, aveva acquisito la proprietà del Parco Massimi da una azienda immobiliare di Milano, la Brioschi Sviluppo Immobiliare. Un’operazione da oltre 3 milioni di euro per mettere le mani su quello che era rimasto uno dei pochi angoli verdi della Balduina. Un “verde pubblico” secondo il Piano Regolatore dell’epoca ma che era diventato una vera e propria discarica a cielo aperto.
Nei 6mila metri quadri infatti coesistevano i campi di calcio e di tennis del Circolo sportivo Massimi, e un “bosco” diventato terra di nessuno e ricettacolo di ogni sorta di residuo edile, tra cui eternit, plastiche e oli. Dal 2011, complice anche il cambiamento del piano regolatore che ha destinato l’area a “verde privato attrezzato” è partita la campagna di bonifica e riqualificazione, complice anche in questo caso la concessione per la realizzazione di un parcheggio interrato in via Festo Avieno.
Proprio durante i lavori che hanno portato alla scoperta: a soli 60 metri c’è infatti una falda di acqua calda a 21 gradi. Affaritaliani.it è stato sul posto proprio durante i lavori: “Non ci aspettavamo una sorpresa del genere, ma sa la fortuna aiuta gli audaci – confessa il patron dell’operazione Francesco Manzionna – Ora stiamo concludendo la prima fase, poi dopo una boccata di ossigeno potremo partire con quello che sta diventato un vero e proprio sogno”. Gli studi geologici hanno confermato che i pozzi, portati sino ad una maggiore profondità, erogheranno un flusso continuo d’acqua oligominerale potabile ad una temperatura tra i 29 e i 31 gradi. Una vera e propria vena di acqua calda termale che porterà alla realizzazione, dopo 2000 anni, delle prime terme naturali di Roma
Ora dove sorgevano le strutture del Circolo sportivo sono stati ricavati i locali in bio-edilizia del nuovo Parco Massimi, una struttura associata a Federterme. Inoltre proprio durante i lavori sono stati ritrovati importanti manufatti di epoca romana, tra cui una piccola necropoli, alcune anfore, monete e alcuni cunicoli interamente mattonati che sfociano in alcune grandi Cisterne per la captazione e la conservazione dell’acqua piovana costituita.
Nell’attesa che terminino i lavori, non brevi, che porteranno alla creazione del parco termale, già sono aperte le prime piscine, con due ettari di parco a far da cornice ad una struttura composta da quattro ristoranti a tema, lounge-bar, un bar gelateria pasticceria cioccolateria una cappella privata e un parco fiorito contornato da ulivi, agrumi e piante da frutta nel quale è stato anche realizzato un fiume artificiale che percorre l’intera proprietà.
Qualche mugugno dal vicinato, con qualcuno che rimpiange il vecchio circolo ricordandone gli splendori degli Anni ’60. I più sono preoccupati però dalla questione parcheggio. Una simile struttura richiamerà centinaia di persone che andranno ad intasare quello che è un quartiere con una storica carenza di posti auto. Ma forse quelli che guardano con più terrore alla nuova creatura sono gli istituti termali vicini all’Urbe che si chiedono quanti dei loro clienti saranno attirati dalla nuova location con vista Cupolone.

