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Da un partito all’altro …con le porte girevoli

Ormai anche le prossime elezioni per il sindaco di Roma risentono di un clima surreale. Che poi è lo stesso che stiamo vivendo a livello nazionale.
Candidati a guidare Roma che si vantano di “parlare inglese” invece di indicare come affrontare i problemi di questa città rimasti irrisolti da decenni. Aspiranti a un seggio nel Consiglio comunale in frettoloso trasloco da un partito all’altro, come se usassero la porta girevole di un lussuoso albergo di New York. Manifesti 6×3 già affissi da tempo, con dispendio di risorse economiche che fanno immaginare una ricchezza del tutto personale o familiare e che induce a non badare a spese. Peraltro, nella tanto vituperata Prima Repubblica, i Partiti, con tutti i loro limiti e difetti, depennavano dalle liste chi affiggeva manifesti prima di essere candidati ufficiali…
Altri tempi! Tutti disposti a dedicare una particolare attenzione a carpire il voto di quegli extracomunitari o immigrati che nei programmi vengono indicati ingiustamente come persone da espellere per la sicurezza della città.
Silenzio assoluto sugli insufficienti servizi offerti ai cittadini, sulle soluzioni da dare al problema dei rifiuti, dimostrandosi del tutto indifferenti di fronte alle mille difficoltà della mobilità cittadina, al decoro urbano, alle strisce pedonali invisibili, alle strade piene di pericolose buche eccetera. Alleanze e apparentamenti tra forze politiche volti solo a vincere e non a governare. Nulla dunque che ci faccia sognare una Roma capitale davvero europea.
Ognuno sbandiera un atteggiamento di vigoroso moralismo che spesso nel passato ha lasciato posto a vicende quantomeno discutibili sul piano politico e amministrativo nonché etico. Per non parlare poi delle candidature scelte on line, non si sa bene da chi e perché, fuori da quel concetto di meritocrazia che pur si invoca a ogni pie’ sospinto.
Si è sempre detto che Roma rispecchia l’Italia. E’ vero. Ma di questi tempi non è un paragone edificante. Credo, purtroppo o per fortuna, che continuando così domenica 26 maggio i cittadini romani preferiranno andare al mare oppure, ancora meglio, ritrovarsi in piazza San Pietro per ascoltare le parole di Papa Francesco, l’unico che meriti attenzione e rispetto e in grado di offrire una speranza per tempi migliori…


Potito Salatto, europarlamentare Ppe