Da Prati a San Giovanni fino al Nomentano, la Procura indaga su una rete di case trasformate in luoghi di prostituzione. Al centro dell’inchiesta il possibile sfruttamento di donne cinesi, reclutate con false promesse e controllate dalle cosiddette “Mamasan”.
Le case d’appuntamento nei palazzi della Capitale
All’esterno sembrano normali abitazioni, inserite tra studi professionali, uffici e condomini residenziali. Dietro alcune di quelle porte, però, potrebbero nascondersi vere e proprie case d’appuntamento. Una nuova indagine coordinata dalla Procura di Roma punta a ricostruire un circuito di prostituzione cinese attivo tra Prati, San Giovanni e il Nomentano.
Nei giorni scorsi sarebbero stati effettuati diversi controlli negli immobili finiti sotto osservazione. Gli investigatori mantengono il massimo riserbo, ma l’obiettivo sarebbe individuare chi gestisce gli annunci, organizza gli incontri e incassa una parte dei guadagni.
Promesse di lavoro e debiti da ripagare
Il meccanismo ipotizzato ricalca quello già emerso in precedenti inchieste. Le donne vengono attirate in Italia con la prospettiva di un’occupazione e di condizioni economiche migliori. Per raggiungere Roma arriverebbero a indebitarsi anche per migliaia di euro. Una volta giunte nella Capitale, i documenti verrebbero sottratti e il debito trasformato in uno strumento di ricatto.
Le ragazze sarebbero spostate frequentemente da un appartamento all’altro, così da rendere più difficile ricostruire la rete. A promuovere gli incontri sono fotografie pubblicate online, spesso ritoccate oppure appartenenti ad altre persone.
Dietro i numeri telefonici non risponderebbero direttamente le donne mostrate negli annunci, ma figure intermediarie incaricate di fissare gli appuntamenti. Sono le cosiddette “Mamasan”, organizzatrici capaci di controllare più abitazioni, trattenendo una quota degli incassi.
Un fenomeno non nuovo
Già tra il 2020 e il 2024 le attività della Polizia Locale hanno portato a decine di procedimenti, sequestri di immobili e misure cautelari. La nuova inchiesta potrebbe ora illuminare un altro segmento di un mercato sommerso che cambia indirizzi, numeri e immagini, ma continua a sopravvivere nel cuore della città.

