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Daniele De Rossi, la sua famiglia davanti ai giudici: Sarah vuole adottare Gaia, Tamara si oppone

Gaia De Rossi, 21 anni, ha chiesto di essere adottata da Sarah Felberbaum, moglie di Daniele De Rossi. La madre biologica Tamara Pisnoli si oppone e la vicenda arriva davanti al Tribunale di Roma. Sullo sfondo c’è la figura di DDR: 616 presenze con la Roma e, dopo Francesco Totti, una delle bandiere più amate e identitarie della storia giallorossa recente.

Daniele De Rossi, la sua famiglia davanti ai giudici: Sarah vuole adottare Gaia, Tamara si oppone

La figlia 21enne dell’ex capitano della Roma ha chiesto di essere adottata da Sarah Felberbaum, moglie di Daniele De Rossi dal 2015. La madre biologica Tamara Pisnoli si è costituita nel procedimento e dice no. Una vicenda privata che inevitabilmente accende i riflettori su DDR, l’uomo che dopo Francesco Totti è stato forse il simbolo più amato dalla curva romanista.

A Roma basta pronunciare due cognomi per trasformare una storia privata in qualcosa che immediatamente supera i confini di casa: Totti e De Rossi. Il primo è stato il Re, il numero 10, l’uomo di una sola maglia. Il secondo, Daniele, è diventato negli anni il guerriero, il romano di Ostia con la fascia al braccio, quello che della Roma non sembrava semplicemente un calciatore ma quasi un rappresentante permanente del popolo giallorosso.

Ed è proprio attorno alla famiglia di Daniele De Rossi che in queste ore si concentra una vicenda delicata, destinata a essere decisa dal Tribunale di Roma. Gaia De Rossi, 21 anni, prima figlia dell’ex centrocampista e capitano romanista, ha espresso la volontà di essere adottata da Sarah Felberbaum, attrice e moglie di De Rossi, con la quale la ragazza ha costruito negli anni un rapporto profondo. La stessa Felberbaum ha spiegato pubblicamente che la decisione è partita da Gaia e che lei ha accettato.

Ma alla richiesta si oppone Tamara Pisnoli, madre biologica della ragazza ed ex moglie di De Rossi, che si è costituita nel procedimento attraverso il proprio legale. Pisnoli rivendica il proprio ruolo materno e ha fatto sapere di non voler prestare il consenso all’adozione. La vicenda approda così davanti alla prima sezione collegiale del Tribunale di Roma, chiamata a valutare una situazione nella quale pesa naturalmente anche la volontà della stessa Gaia, che è maggiorenne.

Daniele De Rossi, la sua famiglia davanti ai giudici: Sarah vuole adottare Gaia, Tamara si oppone

Gaia sceglie Sarah, Tamara dice no

Il rapporto tra Gaia e Sarah Felberbaum non nasce oggi. È cresciuto dentro la famiglia costruita dall’attrice insieme a De Rossi, sposato nel 2015, e ai loro due figli Olivia e Noah. Gaia, che oggi studia all’estero, avrebbe maturato personalmente la scelta di formalizzare giuridicamente un legame affettivo sedimentato nel tempo. La Felberbaum lo ha raccontato senza particolari giri di parole: la richiesta è arrivata dalla ragazza e lei ha detto sì. La procedura, tuttavia, richiede il passaggio davanti ai giudici e proprio qui entra in scena l’opposizione della madre naturale.

Daniele De Rossi, la sua famiglia davanti ai giudici: Sarah vuole adottare Gaia, Tamara si oppone

Tamara Pisnoli, nelle ultime ore, ha affidato anche ai social la propria posizione. Ha riconosciuto gli errori commessi nel passato ma ha chiesto che non venga cancellato o delegittimato il suo ruolo di madre, sostenendo che soltanto chi conosce davvero la storia familiare può comprendere il rapporto con la figlia. Sul suo passato pesa anche una vicenda giudiziaria: nel febbraio 2023 Pisnoli è stata condannata in primo grado dal Tribunale di Roma a sette anni e due mesi per rapina e tentata estorsione, relativa a fatti risalenti al 2013. La donna aveva annunciato l’intenzione di impugnare la sentenza.

Oggi, però, il nodo sottoposto ai giudici è un altro e riguarda innanzitutto una scelta familiare. In aula è prevista la presenza di Gaia e di Sarah Felberbaum, assistita dall’avvocato Antonio Conte. De Rossi, invece, non dovrebbe esserci perché impegnato a Bucarest con il Genoa per un’amichevole.

De Rossi, dopo Totti l’altra faccia della Roma

Se la vicenda interessa così tanto Roma non è soltanto per la notorietà dei protagonisti. È perché il cognome De Rossi, per una generazione di tifosi, appartiene ormai alla storia sentimentale della città.

Dopo Francesco Totti, nessun calciatore dell’era contemporanea ha rappresentato con altrettanta forza l’identificazione tra squadra e territorio. De Rossi non è stato semplicemente il mediano con il numero 16: era il ragazzo cresciuto nel vivaio, il romano che parlava come i tifosi, soffriva come loro e spesso sembrava giocare con la stessa rabbia con cui la curva viveva una partita. Con la Roma ha disputato 616 incontri ufficiali in 18 anni, secondo nella storia del club proprio dietro Totti per numero di presenze al momento del suo addio. Ha segnato 63 reti, giocato 63 partite in Champions League e condiviso con il numero 10 ben 355 gare di Serie A.

C’è una frase che spiega meglio di qualsiasi statistica il rapporto tra De Rossi e la tifoseria. Sulla fascia da capitano fece comparire le parole prese da uno dei cori più celebri della Curva Sud: “Sei tu l’unica mia sposa”. Non una trovata di marketing, ma quasi una dichiarazione identitaria. Totti era l’imperatore, De Rossi il soldato. Totti aveva il talento che trasformava una partita in spettacolo; De Rossi incarnava invece la battaglia, la corsa, il tackle, la faccia sporca dopo novanta minuti. Due forme diverse dello stesso romanismo. E quando nel 2019 arrivò il suo addio alla Roma, il distacco fu vissuto dalla tifoseria come la fine definitiva di un’epoca. Il pubblico dell’Olimpico salutò non soltanto un giocatore, ma uno degli ultimi simboli di appartenenza totale alla maglia.

Una storia privata sotto gli occhi di una città

È anche per questo che ogni vicenda personale che coinvolge De Rossi finisce inevitabilmente per avere una risonanza particolare nella Capitale. Da calciatore è sempre stato geloso della propria dimensione privata, nonostante una notorietà impossibile da tenere fuori dalla porta di casa. E questa volta, ancor più che in passato, la materia è delicata perché riguarda rapporti familiari e una giovane donna che ha compiuto una scelta precisa sulla propria vita.

Il dato centrale resta proprio questo: Gaia è maggiorenne e ha manifestato la volontà di essere adottata da Sarah Felberbaum. Toccherà ora ai magistrati stabilire gli effetti giuridici della richiesta e valutare l’opposizione presentata da Tamara Pisnoli. Per il resto, meglio evitare il gioco facile delle fazioni. Non c’è una curva da occupare, né una partita da vincere. Esiste una famiglia allargata, esistono rapporti costruiti e altri deteriorati, esiste una madre biologica che rivendica il proprio ruolo ed esiste una figlia adulta che chiede di trasformare un legame affettivo in un legame riconosciuto anche dalla legge.