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Delitto alla Camilluccia. Macori resta in carcere

Delitto alla Camilluccia. Macori resta in carcere
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L’uomo, che fu l’autista di Mokbel era stato fermato l’8 luglio: tentò di sequestrare il broker Silvio Fanella nel 2012. Per gli investigatori è lui la mente dell’omicidio
Delitto alla Camilluccia. Macori resta in carcere
Delitto alla Camilluccia. Macori resta in carcere
Delitto alla Camilluccia. Macori resta in carcere

Il Giudice per le indagi preliminari del tribunale di Roma ha disposto la custodia cautelare in carcere di Roberto Macori, fermato l’8 luglio scorso dai carabinieri del Ros e del comando provinciale di Roma, in esecuzione di provvedimento emesso dalla procura capitolina per il tentato sequestro del 29 agosto 2012 di Silvio Fanella, il 41enne broker ucciso il 3 luglio scorso nella sua abitazione alla Camilluccia. Con lui il decreto di fermo fu emesso anche nei confronti di Aniello Barbetta e Giovanni Plastino.

Macori, per chi indaga, sarebbe il promotore del progetto delittuoso e della gestione dei relativi aspetti organizzativi. Il movente del delitto risulta riconducibile alla disponibilità del Fanella di ingenti somme di denaro, in parte reclamate dal macori e custodite dalla vittima in qualità di “cassiere” del gruppo Mokbel. Nel corso della perquisizione eseguita a casa del Macori in occasione del fermo, i carabinieri del Ros hanno rinvenuto, all’interno di una cassaforte, pietre preziose in corso di stima e alcuni orologi di pregio.