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Delitto della Camilluccia, vittima la mente della banda Mokbel

Il delitto della Camilluccia si tinge subito di giallo: la vittima è Silvio Fanella, condannato a 9 anni di reclusione nel processo per la maxitruffa di Fastweb-Telecom Italia Sparkle. Fanella era legato a Gennaro Mokbel, imprenditore al centro di numerose inchieste, ritenuto una delle menti del raggiro.

Le indagini del Ros avevano accertato come gli ingentissimi capitali illegali riciclati all’estero dal sodalizio, venissero recuperati attraverso istituti di credito svizzeri, lussemburghesi e sammarinesi per essere reinvestiti nel settore delle pietre preziose. Le indagini dell’inchiesta “Broker” erano partite nel 2010 attorno alla figura di Gennaro Mokbel, imprenditore romano che avrebbe supportato l’elezione al Senato di Nicola Di Girolamo. Mokbel sarebbe l’elemento di congiunzione tra le società di tlc, che fatturavano in modo falso, e gli interessi di esponenti della ‘Ndrangheta.  La compravendita di brillanti era uno dei canali usati – insieme ad opere d’arte, dipinti e sculture – per il riciclaggio da parte del gruppo criminale di Mokbel, e proprio Silvio Fanella era uno degli uomini chiave dell’inchiesta.

Proprio lo scorso aprile Gennaro Mokbel, condannato a 15 anni in primo grado, ed oggi è fuori con obbligo di dimora per gravi motivi di salute, si era sfogato con la stampa negando il suo presunto legame con Marcello Dell’Utri, il fratello Alberto e a una “internazionale nera” che avrebbe pianificato la fuga a Beirut del senatore.