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Detenuto muore in carcere. E’ il 14esimo caso

La vittima, un italiano di 42 anni, era in cella in attesa di giudizio ma in passato, era già stato in carcere per altre circostanze. Tossicodipendente, era stato preso in cura dal Sert. Dai primi rilievi non si sarebbe trattato di suicidio

Sarà l’autopsia ad accertare le cause che hanno portato alla morte di un detenuto di 42 anni nella sua cella del carcere di via Aurelia di Civitavecchia. Il decesso risale allo scorso martedì. Della vittima, un detenuto italiano di 42 anni, non sono state rese note le generalità. La notizia di questo nuovo decesso registrato nelle carceri del Lazio è stata resa nota dal Garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni.
La vittima era in attesa di primo giudizio ma, in passato, era già stato in carcere per altre circostanze. Tossicodipendente conclamato, era stato preso in cura dal SERT. “Non dovrebbe essere classificato come suicidio – ha detto il Garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni – ma al di là delle circostanze che hanno portato alla morte di quest’uomo resta, tuttavia, da affrontare il nodo dei detenuti tossicodipendenti in carcere che rappresentano oltre il 25% dei reclusi in tutta Italia. Il sovraffollamento, la ristrettezze economiche, i vuoti di organico sono tutti fattori che costringono a guardare ai grandi numeri e non alle persone, ai loro problemi ed alle loro debolezze”.
Dallo scorso mese di gennaio ad oggi i decessi registrati nelle carceri del Lazio sono stati 14: cinque suicidi, tre per malattia e cinque per cause da accertare. Al computo va aggiunta anche una donna che lavorava come infermiera a Rebibbia.