A- A+
Roma

di Fabio Carosi

All'Eur una donna decapitata in un momento in cui la follia ha ripreso il sopravvento sulla lucidità; poi in Prati un clochard tedesco in preda a raptus che aggredisce i carabinieri. Un tempo li chiamavano matti, ora sono persone con difficoltà psichiatriche e proprio per loro è scattata un'emergenza invisibile.
Crisi economica, disoccupazione, tossicodipendenza, patologie alimentari e solitudine: a Roma e nel Lazio cresce il numero delle persone in difficoltà e l'assistenza sanitaria dedicata si riduce ai minimi termini in nome del risparmio a tutti i costi che la Regione sta applicando in nome della riduzione del deficit sanitario.
E succede solo a Roma. Una premessa per i lettori: il meraviglioso mondo della sanità visto dal lato del legislatore è un concentrato di leggi, leggine e decreti che nel tempo hanno costruito un sistema nel quale orientarsi per un comune mortale è impossibile, ragione per cui i documenti che provano quanto affermato saranno allegati al testo.
LO SCENARIO CHOC. Negli ospedali è in corso un vero e proprio assalto di pazienti che arrivano in ambulanza nei casi peggiori, oppure accompagnati da amici o  familiari quando ancora il loro disturbo non ha devastato la rete sociale. Per loro c'è un'unica possibilità: il ricovero nei reparti (Sdcp) dove vengono tenuti per una decina di giorni e poi normalizzati con l'aiuto degli psicofarmaci. Qui, in questi corridoi, al massimo possono stare 12 persone. Non una di più. Al momento delle dimissioni il paziente ha due possibilità o tornare a casa e aspettare la prossima crisi, oppure andare nel secondo livello dell'assistenza psichiatrica, quello affidato al privato in convenzione, denominate Cdcnp. E qui da qualche mese il meccanismo che permette l'inizio delle cure si inceppa. Questo perché la Regione ha deciso di dare attuazione all'improvviso ad un vecchio decreto che voleva convertirle in residenze assistenziali quindi case di lungodegenza.
I COSTI A CONFRONTO. Per gli appassionati del confronto dei costi tra pubblico e privato, basta guardare queste cifre per capire: un posto letto in ospedale, nel reparto psichiatrico costa tra gli 800 e i 1000 euro al giorno; dall'altra parte la Regione paga con la convenzione tra i 170 e i 150 euro al giorno. E cosa ha fatto il legislatore Zingaretti attraverso la Cabina di regia della sanità? Semplice, ha deciso di rivoluzionare il sistema, riducendo i posti letto delle 12 case di cura accreditate dai 1200 previsti sino ai 240 definiti dal decreto 101, il quale dopo anni di attesa è uscito dal cassetto ed ha avuto la sua attuazione. Risultato: con meno posti letto disponibili nel livello delle cure, i malati dimessi dagli ospedali finiscono di nuovo in strada o a casa. E sa bene chi ha un malato psichiatrico tra i familiari o nel condominio cosa accade durante le crisi.
LA CRISI ISTITUZIONALE. Dunque, il sistema è in tilt dal punto di vista sanitario e funzionale, mentre quello istituzionale sta esplodendo. Basta leggere la corrispondenza tra la Consulta regionale per la salute mentale e Nicola Zingaretti. C'è una nota datata 15 settembre nella quale la presidente, oltre a denunciare l'assoluta mancanza di rapporti tra i soggetti, evidenzia come “le criticità consolidate, si vanno a sommare alle nuove emergenze”. La conclusione è feroce: “Gli eventi drammatici riconducibili a persone con disturbi psichiatrici.. invitano tutti noi ad un cambiamento che non è più rinviabile. Vorrei non ci si dovesse più rivolgere al ministero per la Salute ai Prefetti, ai Questori per trovare ascolto”.
Dunque, attraverso la Consulta, la Regione Lazio sapeva la situazione dei tanti malati, ma ha fatto finta di niente.

LA LETTERA-DENUNCIA DELLA CONSULTA PER LA SALUTE MENTALE

Tags:
malati di mentepsichiatriaemergenza pischiatricafolliadisturbi mentaliregione lazio



Roma diventa un Truman Show: la parabola di Raggi e dei consiglieri giocosi

Roma diventa un Truman Show: la parabola di Raggi e dei consiglieri giocosi

i più visti
i blog di affari
"Unite civilmente, se una delle due morisse a chi va l'eredità?"
di Avv. Violante Di Falco *
De Donno, eroe della medicina democratica che non piaceva ai potenti D. FUSARO
L'OPINIONE di Diego Fusaro
Salento: pastella, cozze aperte all’ampa... Chi l'ha detto che si mangia male?
di Francesca Micoccio


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.