Fino al prossimo 13 dicembre, a Villa Caffarelli, la più ampia esposizione dedicata in Italia al maestro del Muralismo e ad altri nomi che hanno reso grande l’arte del Messico nel mondo
Sarà aperta al pubblico fino al prossimo 13 dicembre presso i Musei Capitolini, più precisamente nel complesso di Villa Caffarelli, la mostra Diego Rivera e la costruzione dell’arte moderna in Messico nel XX secolo, inaugurata lo scorso 9 giugno e già considerata uno degli appuntamenti culturali più significativi della stagione espositiva romana. La rassegna, la prima in Italia interamente dedicata al grande artista messicano e tra le più importanti mai organizzate in Europa negli ultimi decenni, riunisce oltre 140 opere provenienti da musei e collezioni private che raccontano la nascita dell’arte moderna in Messico attraverso storie di rivoluzione, avanguardismo europeo e unità nazionale.
L’Epoca d’Oro dell’arte in Messico incanta la città eterna
Più che una semplice retrospettiva su Diego Rivera (1886-1957), infatti, la mostra offre uno sguardo ampio sulla straordinaria stagione artistica che accompagnò il Messico nel passaggio alla modernità. Dipinti, disegni, fotografie e documenti ripercorrono il dialogo tra tradizione indigena, fermenti rivoluzionari e influenze europee, delineando quel percorso che culminò nella creazione di un linguaggio artistico capace di imporsi sulla scena internazionale.
Cuore dell’esposizione sono le opere di Rivera, figura simbolo del Muralismo, movimento che dopo la Rivoluzione messicana trasformò l’arte in uno strumento di educazione popolare e costruzione dell’identità nazionale. A tal proposito, ad accogliere i visitatori è il celebre Autoritratto del 1906, realizzato quando il pittore aveva appena vent’anni, che introduce agli anni della formazione europea, quando l’artista soggiornò tra Spagna, Francia e Italia entrando in contatto con le avanguardie del tempo e confrontandosi con protagonisti come Picasso e Braque. Tra gli altri lavori più significativi, invece, spicca Cattedrale di Ávila (1909), testimonianza del periodo spagnolo, mentre opere come Adorazione della Vergine rivelano l’assimilazione delle ricerche cubiste che il muralista avrebbe poi reinterpretato in chiave personale.
Accanto a lui, però, trovano spazio anche altri nomi del panorama artistico novecentesco del Messico. Dai paesaggi di José María Velasco alle opere di José Clemente Orozco e David Alfaro Siqueiros, fino ai lavori di María Izquierdo e Rufino Tamayo, la mostra restituisce la ricchezza di una stagione creativa irripetibile. Non manca naturalmente Frida Kahlo, presente con dipinti e disegni che testimoniano il talento di un’artista ormai entrata nell’immaginario collettivo ben oltre la sua travagliata vicenda biografica.
A completare la rassegna, infine, le fotografie di Tina Modotti, che documentano Rivera al lavoro sui suoi celebri murales. Si tratta di immagini che restituiscono il clima di un’epoca in cui arte, politica e impegno sociale erano spesso inseparabili e che contribuiscono a rendere la mostra romana non soltanto un’esposizione di capolavori, ma anche (e soprattutto) un viaggio nella storia culturale del Messico contemporaneo.
Info utili:
Dal 9 giugno al 13 dicembre
Musei Capitolini – Villa Caffarelli.
Tutti i giorni 9.30-19.30.
Ingresso intero (solo mostra) € 15.
www.museicapitolini.org.

