Hai capito il commissario Sottile. Più e forse meglio del “collega” Montalbano, fratello reale del presidente della Regione Nicola Zingaretti, alla fine una stelletta se l’è appuntata sul petto. Bravo commissario, per i prossimi mesi l’emergenza rifiuti a Roma non ci sarà e questo perché ha saputo tenere la barra dritta. Mentre mezza città scendeva in piazza per difendere il Divino Amore, nel silenzio ha convinto il Comune di Bracciano ad aprire la buca di Cupinoro. Una mossa a sorpresa che arriva nel giorno della chiusura di Malagrotta e con una sincronia che fa pensare ad una regia ben organizzata.
Prima Zingaretti (non il Zingaretti Montalbano) che ha lasciato margini in un colloquio riservato col rettore del Divino Amore, poi il silenzio mediatico intorno al Lucchetto Day, qualcosa che doveva passare alla storia sul quale però non c’è stato alcun commento dei politici; quindi l’assessore Estella Marino che ha rotto il silenzio annunciando che la Falcognana non era così indispensabile. Tutto sino all’annuncio ufficiale. E dietro la regia, la sub regia occulta del bando con il quale la società pubblica che smaltisce i rifiuti di Bracciano si era preparata ad aprire le porte con una gara costruita sulle dimensioni della Falcognana.
Insomma, una soluzione organizzata nel silenzio che risolve tutti i problemi. Ma c’è il risvolto della medaglia per il quale Comune e Regione potranno e dovranno invocare la Ragione di Stato. Il pensiero corre alle audizioni nelle diverse commissioni ambiente della Regione e del Senato, alle diverse interpellanze, mozioni, incontri e faccia a faccia durante i quali lo Stato attraverso le sue istituzioni si è comportato quasi come un delinquente, mentendo, omettendo e tacendo. Va bene prendere in giro i giornalisti e i cittadini, ma con le istituzioni come la mettiamo? Uno Stato che non rispetta sé stesso non è democratico e dimostra sfiducia verso propri pezzi che hanno come unico dovere quello di rappresentare i cittadini e le loro istanze.
L’unica via d’uscita per l’omertà che ha circondato la vicenda della mondezza è che l’orchestra che non sa suonare, aveva deciso di mettere fine a Malagrotta senza conoscere lo spartito e, quando si è trovata di fronte all’evidenza dei fatti, ha mentito per difendere i suoi orchestrali. Segno che la musica non la conoscevano. Allora il vecchio Manlio Cerroni, uscendo dalla stanza del sindaco, aveva ragione. Per salvarsi dalla figuraccia hanno mentito tutti insieme. Li ha salvati il commissario.
Fabio Carosi
