Un passivo di diciassette milioni di euro, e un apparato dirigenziale ed amministrativo che pesa sui conti di una società senza un piano industriale. Questo lo scenario dipindo da Antonio Mallamo, commissario straordinario dell’Azienda Strade Lazio, che ha presentato la situazione contabile in commissione Lavori pubblici e mobilità del Consiglio regionale del Lazio.

“Siamo nelle condizioni di sciogliere la società – le parole di Mallamo sono lapidarie – Convocherò quanto prima l’assemblea dei soci per approvare il bilancio e valutare la situazione. Dal punto di vista operativo – ha proseguito il commissario dell’Astral – abbiamo predisposto il nuovo contratto di servizio con la Regione Lazio: da due anni non abbiamo avuto progetti affidati e dunque siamo senza finanziamenti, visto che attualmente l’unico introito che abbiamo è la commissione del 12 per cento su questi lavori. Non sono stati incassati i soldi delle concessione pubblicitarie, siamo al caos più totale. Non sappiamo neanche con certezza quali siano con esattezza i debiti reali, intorno ai 50 milioni di euro. Abbiamo i conti pignorati dai creditori. Allo stesso tempo la Regione ci deve una cifra fra i 40 e i 50 milioni. Più stagioni di cattiva amministrazione hanno creato questa situazione”.
Il problema riguada anche la pianta organica: “Abbiamo un direttore, un vice, 15 dirigenti, 3 giornalisti, 6 autisti e un capo di gabinetto – ha dichiarato ancora Mallamo – Gli altri 149 dipendenti della società sono al 70 per cento amministrativi, mentre avremmo la necessità di più personale tecnico. C’era un piano industriale predisposto da una società privata, pagato 513mila euro, mai consegnato in forma definitiva. Ne stiamo predisponendo uno nuovo, senza consulenze esterne”.
“Quando sono entrato in carica, nel maggio scorso – ha concluso il commissario – non ho trovato un’azienda unica, ogni area funzionava come se fosse una società separata. Sono intervenuto su questa situazione. Abbiamo avviato un’opera di recupero dei crediti. Va potenziato il servizio di vigilanza sulle strade, costruito un catasto telematico delle strade, rinforzata la struttura che si occupa dei sopralluoghi. In questa maniera potremmo impiegare utilmente il personale che abbiamo in azienda. La situazione è difficile, ma sanabile. Credo che questa azienda, nel giorno di un anno, possa camminare con le sue gambe”.
