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Donazione degli organi, Roma fa sul serio. Si registra la “volontà” in tutti i municipi

Con la fine della sperimentazione nel Municipio I, estesa in tutta la città la possibilità di dichiararsi “donatori o non donatori” e di riportarlo sulla carta d’identità. Marino: “Oggi Roma è la prima città metropolitana che rende questo possibile per i cittadini”

Nei 15 municipi di Roma Capitale è attivo il servizio di registrazione delle volontà di donazione di organi e tessuti. Si estende così all’intera città il progetto “Una scelta in Comune” avviato in via sperimentale lo scorso giugno nel I Municipio.
A tutti i cittadini maggiorenni residenti a Roma che si recheranno presso gli sportelli degli uffici demografici per il rilascio o il rinnovo della carta d’identità, sarà quindi data la possibilità di dichiararsi donatori o non donatori e anche di riportarlo sul proprio documento. A presentare l’iniziativa in Campidoglio il sindaco di Roma, Ignazio Marino, insieme ad Angelo Ottavianelli, direttore dei servizi anagrafici, al coordinatore dei presidenti di Municipio, Maurizio Veloccia, e al presidente del I Municipio, Sabrina Alfonsi. “Il servizio che da oggi sarà presente in tutti i municipi ha un valore straordinario, un’iniziativa nella quale credo moltissimo – ha detto il primo cittadino – Per tanti anni mi sono interrogato sul perché in Italia non venisse applicata una norma così semplice di inserire nella carta d’identità il proprio consenso o dissenso alla donazione degli organi, come accade invece in altri paesi. Oggi Roma è la prima città metropolitana che rende questo possibile per i cittadini. La donazione degli organi è un’opportunità che ognuno di noi ha, che non costa nulla perché l’alternativa è portarsi i propri organi nella tomba. Un gesto semplice che può cambiare o salvare addirittura la vita a un numero davvero ampio di persone. Credo si tratti, quindi, di un servizio importantissimo e spero possa essere emulato da altre città italiane. La donazione degli organi deve essere un gesto di generosità assolutamente non legato a nessuno scambio di qualunque cosa che abbia valore economico. Tra un anno saremo sorpresi da decine di migliaia di persone che avranno deciso di rispondere a questa domanda molto semplice per salvare altre vite e un’amministrazione credo si debba occupare anche di questi importanti problemi”.