Franco Miseria è uno dei più grandi protagonisti della televisione italiana, quella dei varietà del sabato sera, dei grandi corpi di ballo e delle coreografie capaci di trasformare un’esibizione in un momento unico di spettacolo. Nel corso della sua lunga carriera ha lavorato con alcune delle più importanti artiste e con i più grandi interpreti italiani: da Stefania Rotolo a Heather Parisi, da Lorella Cuccarini a Raffaella Carrà, da Patty Pravo a Loredana Bertè, fino ad Adriano Celentano, Massimo Ranieri e Carla Fracci. Un percorso impreziosito di incontri, intuizioni e sodalizi artistici, nel quale Miseria ha avuto un ruolo determinante anche nel valorizzare talenti destinati a diventare protagonisti della scena italiana.
La nostra intervista
Raggiunto al telefono, mentre è impegnato nel recupero dopo un intervento alla stenosi lobare, tra fisioterapia e una mobilità ancora da riconquistare, Miseria racconta con entusiasmo la voglia di tornare presto a lavorare. E proprio da questa fase di ripartenza nasce il desiderio di raccontare le donne che hanno attraversato il suo percorso artistico. Tra tante grandi protagoniste sceglie di soffermarsi su un’artista, forse, meno raccontata rispetto ad altre, ma con la quale ha condiviso un’esperienza particolarmente intensa: Anna Oxa. Una voce inconfondibile, una personalità fuori dagli schemi e un’artista capace di trasformarsi continuamente. Oggi Anna Oxa continua il suo percorso musicale con una nuova dimensione teatrale. Dal 29 novembre è protagonista di Voce Sorgente, nuova tournée che la porta nei più grandi teatri italiani, mettendo, ancora una volta, al centro la sua voce, la ricerca e quella personalità che, come racconta Miseria, già negli anni di Fantastico riusciva a imporsi sulla scena con una forza assolutamente originale.
Quando incontrò per la prima volta Anna Oxa?
La invitai ad una cena di lavoro e rimasi abbagliato dalla sua bellezza e dal suo fascino. Quando entrò nel ristorante, sembrò riempire l’intero spazio. Parlammo a lungo e quel confronto fu importante per entrambi. Capimmo immediatamente che c’era intesa e che avremmo lavorato splendidamente insieme. Non vi nascondo che andai a quell’incontro con una certa emozione. Stimo tantissimo Anna ed ero profondamente affascinato dalla sua voce e dalle sue trasformazioni artistiche. Sapevo di trovarmi davanti una donna dal grande temperamento. Era reduce dal successo del Festival di Sanremo, pur non avendolo vinto. Aveva conquistato il pubblico italiano con la sua interpretazione di un brano meraviglioso Quando nasce un amore. Una di quelle canzoni destinate a rimanere per sempre impresse nella storia della musica.

Quali anni lavorò con lei?
Dal 1988 al 1990, esattamente Fantastico 9 e Fantastico 10, quando Anna fu prima al fianco di Enrico Montesano poi di Massimo Ranieri. Lavorare con un artista può essere complicato oppure facilissimo. Proprio per questo cerco di conoscere la persona, prima ancora del personaggio, per capire cosa comunicare e quale sia il modo migliore per arrivare al pubblico. E’ un passaggio fondamentale, che aiuta a ridurre difficoltà e tensioni. La conoscenza mi ha sempre permesso di entrare nel racconto e di valorizzare le qualità artistiche naturali, cercando al tempo stesso di attenuare eventuali limiti, laddove ci fossero.
Quali furono le prime sensazioni?
Mi trovai in perfetta sintonia con Anna ed apprezzai la sua l’ironia e, sopratutto, la sua autoironia. E’ piacevole lavorare con artisti che sanno divertirsi, senza mai perdere la professionalità. Con lei lavoravamo duramente, ma sempre con leggerezza e divertimento. Mettere la mia esperienza al servizio di un’artista poliedrica fu, per questo, ancora più stimolante.
I ritmi di lavoro erano molto serrati?
Fare un programma televisivo significava trascorrere ore ed ore tra prove, appuntamenti e studio. Ogni reparto dava il massimo per portare a casa il migliore risultato possibile, nell’interesse dell’azienda per cui lavoravamo. Oggi è tutto cambiato. Non guardo più la televisione, A SE MI CHIAMANO LA FACCIO da anni: le miei grandi passioni rimangono il teatro ed il cinema. Come si dice “cuore che non vede, cuore che non duole”.
La Oxa era una brava partner artistica?
Il suo talento naturale le permetteva di essere sempre pronta e di superare ogni aspettativa. Nel nostro lavoro era importante mettere in campo l’ironia, sopratutto, nei momenti più complicati del programma. E vi assicuro ce ne sono stati tanti, come accade in ogni produzione. Avevamo costruito un rapporto basato sulla fiducia e, questo, ci permetteva di alimentare, con naturalezza, la ricerca artistica.
Un ricordo divertente?
Ridevamo tantissimo nelle pause di lavoro. Ci appartavamo e Anna iniziava a fare l’imitazione di tutti i colleghi, utilizzando, spesso, la sua irresistibile inflessione barese. Aveva un modo tutto suo di giocare, di osservare gli altri e di vivere le situazioni. Erano momenti preziosi, fondamentali per stemperare la pressione che, inevitabilmente, un programma impegnativo come Fantastico comportava.

Fantastico 9 fu uno dei più seguiti delle passate edizioni?
Sì, certamente. Sin dalle prime stagioni di Fantastico, e quasi fino all’ultima, gli ascolti erano eccellenti Era il risultato di un modo di lavorare completamente diverso da quello di oggi. Si cominciava a programmare tutto almeno sei mesi prima. Le riunioni partivano con largo anticipo e bisognava costruire l’intera squadra: regia, coreografia, autori, luci, costumi e scenografia. C’era un lavoro preparatorio, affidato anche a figure professionali che oggi non esistono più. Nulla era lasciato al caso: ogni elemento doveva essere studiato, progettato e costruito con grande attenzione. C’era una serietà, un altro modo di approcciarsi al lavoro. Sarebbe bello poter tornare a quei livelli. E non dimentichiamo il Fantastico con Adriano Celentano.
Come fu lavorare con Anna Oxa?
Meraviglioso. La Oxa è un’artista completa a 360 gradi. Aveva uno sguardo diretto e magnetico, ma allo stesso tempo profondamente sensuale. La sua voce e la padronanza del palco la rendevano unica: le bastava un semplice movimento della mano per riempire lo spazio. Questo agevolava il mio compito e mi permetteva di esprimermi con maggiore libertà. E con Anna c’era anche una componente molto forte, quella capacità di entrare in sintonia con le persone che contribuiva a renderla così amata dal pubblico.
Voci di corridoio, hanno da sempre parlato di un rapporto complicato tra Enrico Montesano e la cantante.
È innegabile che ci fossero delle difficoltà. Quando si è artisti, non è sempre facile condividere il successo e gli spazi sulla scena. Anna, nell’edizione di Fantastico 9, era un’esordiente alla conduzione di un programma televisivo. Nonostante le intuizioni di chi l’aveva scelta e le sue innegabili qualità, nessuno poteva immaginare fino a dove sarebbe arrivata. Spiazzò tutti. Non era semplice confrontarsi con una donna bellissima, famosa, indipendente, dotata di una personalità e di qualità artistiche così forti. Se ricordate la prima puntata di Fantastico, quando il grandissimo Montesano presentò Anna, si percepì, a mio avviso, un momento di sorpresa e di difficoltà. Credo che proprio in quell’istante Enrico si rese conto di quanto fossero forti la presenza scenica e la padronanza del palco della Oxa. E poi c’erano le ovazioni a scena aperta del pubblico, dentro e fuori dal Teatro delle Vittorie.

Con Ranieri?
Con Massimo ci furono maggiori difficoltà. I due si trovavano insieme sul palco solo quando era necessario. Erano, però, dei veri professionisti: le loro eventuali divergenze rimanevano fuori dalla scena e non entravano nelle case degli italiani. Non dimentichiamoci che quell’anno Anna arrivava da un successo più grande: aveva vinto il Festival di Sanremo con Ti Lascerò, in coppia con il bravissimo Fausto Leali. Ricordo il mistero che circondava la sua nuova immagine. Tutti volevano capire cosa ci fosse sotto quel basco che portava sempre, volutamente indossato a proteggere il nuovo taglio corto e castano. Poi, durante Fantastico 10, Anna tornò ad allungare i capelli con le extension, sorprendendo, ancora una volta, il pubblico con una nuova trasformazione.

La Oxa si cimentò in diversi momenti di danza durante Fantastico. Ricordiamo “Smoke Gets in You Eyes” e “C’è ancora un avventura”. Come avvenne la preparazione?
Il lavoro più facile della mia vita. Era Anna a guidarmi e io cercavo di costruire il numero intorno alla sua straordinaria istintività, lasciavo che fosse lei a indicare la direzione. Steve La Chance è un grande ballerino, ma vi assicuro che, eravamo entrambi al suo servizio di Anna e della sua personalità artistica.

C’è stato un momento difficile che avete affrontato insieme?
Devo dire di no. La foto di copertina dice tutto del nostro rapporto. Per me Anna era come una sorella. È questo il ricordo che conserverò per sempre.
Un desiderio artistico?
Mi piacerebbe incontrare Anna e trascorrere del tempo con lei. Sarebbe bellissimo tronare a lavorare insieme.


