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Roma
Dalla ex Provincia il trasloco infinito. Il nuovo che avanza secondo Zingaretti

di Romano Contromano

Amalia Colaceci presidente di Cotral è solo la ciliegina sulla torta del "rinnovamento" predicato dal governatore del Lazio Nicola Zingaretti. Col vento dei sondaggi in poppa, il presidente del Lazio annuncia al mondo di Twitter di voler essere lasciato in pace perché ha tanto da lavorare. Ed è proprio così in una Regione ancora alle prese col disavanzo sanitario e una situazione economica generale quantomeno difficile.
Così, mentre il Piano casa procede a rilento in Consiglio regionale e il maxiemendamento è una chimera che aleggia nella spaccatura tra consiglieri renziani e consiglieri zingarettiani (a proposito, la campagna acquisti tra lista civica e listino è partita da tempo), il governatore tira dritto nell'opera del cambiamento ispirato al nuovo che avanza.
Nelle tre principali Ipab del Lazio vanno infatti tre esponenti doc del centrosinistra. Amedeo Piva (nel comitato elettorale di Zingaretti e poi rimasto a spasso) va al Sant'Alessio, Jean Leonard Touadi (ex assessore veltroniano, ex parlamentare, capolista Pd non eletto alle regionali e occupato alla Fanresina) va alla Sacra Famiglia, mente Massimo Pompili (ex parlamentare Ds e Pd, ex vicepresidente della Regione con delega all'Urbanistica con Marrazzo ed ex segretario dei Ds romani), va all'Ipab Santa Maria in Aquiro. Tutti elementi dal perfetto pedigree, ma decisamente non di primissimo pelo. Alla faccia del rinnovamento. Ad essi si aggiunge Amalia Colaceci, ex assessore provinciale della giunta Zingaretti.
Ma il fatto che il governatore abbia traslato in Regione mezzo Palazzo Valentini non è una novità. Come dirigente - naturalmente esterna, ma è in ottima e nutrita compagnia - è arrivata la Manuela Manetti - che lavorava con la Colaceci - il vicepresidente è lo stesso (Massimiliano Smeriglio) e poi c'è Michele Civita. Ci sono poi i 12 nuovi direttori degli enti parco, vecchissime conoscenze a capo di Asl (Macchitella a Viterbo, De Salazar alla RmB, altri son indagati, altri incompatibili, altri senza requisiti a sentire le denunce delle opposizioni). Una vecchia conoscenza anche alla cabina di regia per la sanità: Alessio D'Amato, ex consigliere regionale con Marrazzo. Per non parlare poi dei dirigenti con guai con la giustizia (tanti, qualcuno dice troppi) e alcuni polveriniani promossi. Antonio Rosati, altro ex assessore provinciale, è finito all'Arsial, Gian Paolo Manzella - ex dirigente a Palazzo Valentini - è consigliere regionale eletto nel listino, il sempreverde per tutte le giunte Antonio Mallamo è invece all'Astral. Naturale che molti, fuori dal cerchio magico zingarettiano, storcano il naso. Ma davanti al rinnovamento c'è ben poco da obiettare.

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