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In attesa del verdetto da parte della giustizia, Alfonso Signorini risorge sulle note di Puccini

La produzione ha riportato l’opera in Arena nel 2024, a 130 anni dalla prima. Una firma per la regia piuttosto inaspettata: quella del giornalista e presentatore Alfonso Signorini

In attesa del verdetto da parte della giustizia, Alfonso Signorini risorge sulle note di Puccini

Una versione de La Bohème in cui Signorini adotta “un impianto scenico del tutto trasparente che consente lo svolgimento di più azioni, anche quelle tradizionalmente nascoste”, il tutto nell’ottica di far luce sulle pagine oscure dell’opera, ad esempio “la vita di Mimì, questa misteriosa ragazza poco più che ventenne — scrive Signorini nelle note di regia — che vive a pochi metri da Rodolfo e appare improvvisamente nella sua vita”.

Nel cast spiccano Eleonora Buratto e Yusif Eyvazov

Proprio Eyvazov, 49 anni, tenore azero, originario di Baku, racconta alla vigilia che “Bohème è l’unica opera che mi fa piangere in scena: nel terzo e ultimo atto non riesco mai a trattenere le lacrime. La regia di Signorini? Mi piace perché sa rendere le ambientazioni molto intime anche in un grande spazio”. Scene di Juan Guillermo Nova, per una Bohème che nel 2024 ha riportato il titolo pucciniano in Arena a tredici anni dall’ultima volta. Un capolavoro che ritorna in anfiteatro nei 130 anni dalla prima di Bohème, che esordì al Teatro Regio di Torino diretta da Arturo Toscanini.

La sua nuova vita

Mentre il mondo dello spettacolo continua a correre alla ricerca del prossimo tormentone, Signorini ha scelto la strada opposta: il silenzio. O, meglio, il teatro. Dopo aver lasciato la direzione di Chi, essersi autosospeso dagli impegni televisivi e aver attraversato mesi segnati dalle rivelazioni di Fabrizio Corona e dall’indagine della Procura di Milano, l’ex padrone di casa del Grande Fratello ha cambiato completamente scenario.

Niente più salotti televisivi, niente paparazzi, niente reality. Una scelta che racconta molto del momento che sta vivendo: meno clamore e più cultura, lontano da quel circo mediatico che per oltre vent’anni lo ha visto protagonista assoluto e che, nel momento della tempesta, secondo il suo racconto, gli avrebbe voltato le spalle.

I vecchi amori

Negli ultimi mesi Signorini si è rifugiato sulle colline del Veronese insieme al compagno Paolo Galimberti, limitando al minimo le apparizioni pubbliche. Da lì ha continuato a seguire, con i propri legali, gli sviluppi dell’inchiesta che lo riguarda, mentre sul piano professionale ha preferito dedicarsi a progetti artistici che nulla hanno a che vedere con il gossip o con la televisione commerciale.

Per chi lo conosce bene, però, non si tratta di una svolta improvvisa. La musica classica e l’opera lirica sono da sempre una delle sue grandi passioni, coltivate ben prima del successo televisivo. Oggi quella passione è diventata il terreno sul quale provare a ricostruire anche la propria immagine pubblica. Sul fronte televisivo, invece, tutto resta fermo. Mediaset non ha annunciato alcun suo rientro e lui, almeno ufficialmente, non sembra avere fretta. Prima vengono la difesa della propria reputazione e la conclusione delle vicende giudiziarie, poi eventualmente si vedrà.