A 10 giorni dalle elezioni 2018 del prossimo 4 marzo, si scalda la battaglia elettorale. Il candidato di Fratelli d’Italia Fabrizio Ghera, in sostegno di Parisi Presidente boccia Zingaretti: “Di lui non salvo nulla, se non il fratello Montalbano”.
Un giudizio feroce nei confronti del candidato del Pd alla Pisana. Interpellato dal conduttore di Radio Centro Suono Sport, Patrizio J. Macci, su quanto fatto di positivo da Zingaretti in Regione, Ghera risponde lapidario: “I 5 anni di Zingaretti sono stati nulli e anzi dannosi, soprattutto nelle periferie e in provincia di Roma. Sono stati fatti solo tagli”.
In vista del voto del prossimo 4 marzo è soprattutto l’alleanza tra Pd e Liberi e Uguali a preoccupare Ghera: “Se si guarda in dettaglio la situazione del nostro territorio, si vede che solo qui, rispetto al resto d’Italia, la sinistra è compatta e unita, con Pd e Liberi e Uguali che si muovono insieme. Zingaretti è riuscito ad accontentare un po’ tutti nel centrosinistra, quindi l’elettore di centrodestra deve capire che dobbiamo evitare di disperdere i voti per evitare la sua avanzata”, spiega ai microfoni di Radio Centro Suono Sport.
E il timore di dispersione dei voti arriva tanto più che Sergio Pirozzi, correndo da solo, di fatto mette i bastoni tra le ruote del centrodestra: “La candidatura di Pirozzi favorisce gli altri schieramenti perché così dà la possibilità al centrosinistra di essere più competitivo”.
Ghera ricorda più volte che la candidatura di Fratelli d’Italia è una candidatura per il bene del territorio e sottolinea i demeriti della giunta Raggi che ha spesso scelto di affidarsi ad assessori e manager provenienti da fuori Roma: “Con Marino pensavamo di aver visto il peggio, invece siamo caduti dalla padella alla brace. L’inconsistenza di questa giunta è evidente tanto che oramai si importano anche gli assessori dalle altre città: da Livorno, da Torino, dall’Emilia… evidentemente i 5 Stelle ritengono i romani incapaci di autogovernarsi”, sottolinea.
Il tipo di governo che propone Fratelli d’Italia è in linea con le idee portate alle urne nazionali: più tutele agli italiani. “C’è l’esigenza da parte della destra di tutelare gli italiani meno abbienti. Negli ultimi 2 anni di amministrazione M5S, le case popolari sono state assegnate agli stranieri per un totale del 41% e la percentuale è in aumento. Se si pensa che gli stranieri sono l’8-9% della popolazione a Roma, è evidente che c’è una discriminazione contro gli italiani. Sta diventando una guerra tra poveri proprio perché gli italiani in stato di bisogno vengono scavalcati e si vengono a trovare in una situazione di competizione. Bisognerebbe mettere un criterio di residenzialità: se una famiglia sta da più anni in un posto deve avere priorità, sia che si tratti di un italiano, che di uno straniero che ormai si è integrato”.
E legato all’immegrazione, per Ghera, c’è anche il problema sicurezza: “In alcuni quartieri gli italiani di sera non girano più. È ovvio che un collegamento con l’immigrazione c’è: perché sennò le carceri sono composte quasi al 50% da persone che vengono da altre parti del mondo? È normale che se un disperato viene abbandonato dalle istituzioni, tende a essere sfruttato dalla criminalità. Non si può fare entrare senza controllo, noi di fatto stiamo esportando laureati e importando disperati”.
Residente nel quartiere Tiburtino, Ghera dichiara di conoscere le difficoltà che si vivono arrivando al pronto soccorso del Pertini: “È un ospedale che si sta lasciando morire per i famosi tagli alla sanità, nonostante il personale che sta cercando di fare il massimo. È un ospedale che si rivolge a quartieri molto popolosi e a parte della provincia, quindi soffre e non ce la fa. Noi proponiamo di potenziare le strutture di periferia per cercare di drenare i pazienti in modo da evitare che per un mal di pancia si vada al pronto soccorso”.
