L’Italia del calcio torna alle urne: dopo le dimissioni dell’ormai ex presidente Gabriele Gravina, additato come responsabile di tutti i mali di un movimento calcistico assente (ingiustificato) per tre edizioni consecutive dai Mondiali di calcio, si va al voto. Giovanni Malagò è il grande favorito per la successione. L’ex presidente del Coni dovrà vincere la corsa elettorale e superare l’avversario Giancarlo Abete a sua volta già al timone del calcio italiano dal 2007 al 2014 e attualmente presidente della Lega Nazionale Dilettanti.
Elezioni del presidente FIGC: delegati e componenti
L’appuntamento per le elezioni più attese in Italia dopo (forse) quelle governative è previsto in prima chiamata, alle 8 del mattino del 22 giugno. La campanella della seconda assemblea, quella evidentemente partecipata e decisiva, suona alle 11. Lo scenario è un noto Hotel a nord della Capitale, già sede di eventi del genere. Qui si ritroveranno 274 delegati chiamati ad esprimere la loro preferenza, in ossequio al “peso specifico” di ognuna delle componenti. La presidenza del consiglio dei ministri del calcio sarà frutto del voto delle sei componenti del movimento. La Serie A, la serie B, la Serie C, la Lega Nazionale Dilettanti, l’Associazione Italiana Allenatori, l’Associazione italiana Calciatori.
Il peso specifico della Lega Nazionale Dilettanti
Il palazzo del potere del calcio ha delle regole molto particolari. La Serie A, sebbene sia il traino del movimento, vale solo il 18% del peso elettorale. Quasi risibile quello della serie B, che non va oltre il 6%. La serie C invece conta sul 12%. Calciatori e Allenatori, invece, viaggiano rispettivamente sul 20 e sul 10%. La Lega Nazionale dilettanti conta sul 34% ovvero due punti in meno delle tre serie professionistiche messe insieme. Un “peso” che è sempre stato molto discusso in seno alla Federcalcio. L’ultimo statuto, riscritto nel 2024, ha bilanciato i pesi ma non accontentato le “desiderata” delle tre leghe principali, che rivendicavano insieme il 50%: richiesta sempre caduta nel vuoto.
Giovanni Malagò grande favorito per l’elezione
Conti alla mano, l’assemblea sarà un pro – forma. L’elezione di Giovanni Malagò è scontata come un guanto in agosto. L’ex presidente del Coni gode dell’appoggio delle tre leghe principali e delle componenti specifiche. Giancarlo Abete può contare sul voto compatto ma non univoco della Lega Nazionale Dilettanti. Il 34% potrebbe perdere qualche punto percentuale perché i delegati di Lazio e Lombardia sono intenzionati a sostenere Giovanni Malagò come Serie A, Serie B, Associazione Calciatori e Associazione Allenatori. Tre scrutini, qualora al primo uno dei due candidati non ottenesse la maggioranza. Non è una questione di “se” ma di “quando” Malagò sarà aletto. Con in dote un solido 54% suscettibile di variazione verso l’alto, l’ex presidente del Coni è blindato.

