La telenovela legata all’emergenza abitativa romana si arricchisce di un nuovo capitolo. La Regione Lazio ha autorizzato l’amministrazione comunale a impiegare i fondi residui da destinare alla morosità incolpevole. Tradotto: fondi per gli inquilini in difficoltà e una boccata d’ossigeno per proprietari con degli arretrati da incassare. Una scelta a sostegno del progetto con cui Roma Capitale punta a facilitare l’accesso alla casa per le famiglie in difficoltà economica. Le risorse andranno ad alimentare il sistema di garanzie che accompagnerà l’avvio della nuova Agenzia Sociale per l’Abitare, prevista dal 1° luglio.
Roma, risorse regionali a supporto del piano per gli affitti
La comunicazione ufficiale è arrivata dagli uffici regionali competenti a seguito di una richiesta di chiarimento formulata dal Campidoglio. L’iniziativa rappresenta uno dei tasselli centrali della strategia abitativa dell’amministrazione guidata dal sindaco Roberto Gualtieri e dall’assessore alle Politiche abitative, Tobia Zevi. L’obiettivo è favorire l’incontro tra proprietari e potenziali inquilini attraverso l’utilizzo di un fondo di garanzia capace di ridurre i rischi per chi decide di mettere sul mercato un immobile in locazione. L’obiettivo è legato a una questione sociale emergenziale: è necessario ampliare le opportunità abitative per i nuclei familiari che, pur non rientrando nelle fasce più disagiate, incontrano difficoltà nel sostenere i costi degli affitti nella Capitale.
Cosa prevede la normativa e come saranno impiegate le risorse
Il via libera della Regione consente ai Comuni di utilizzare parte dei fondi destinati al sostegno dell’affitto per agevolare l’accesso alle locazioni private. In questa ottica, la nuova Agenzia Sociale per l’Abitare rientra pienamente tra le iniziative finalizzate a favorire l’accesso alla casa e a sostenere economicamente chi vive in affitto. Le somme disponibili, in attesa dell’ufficialità, si assestano sulle 700 mila euro. I fondi potranno essere utilizzati esclusivamente per interventi rivolti agli inquilini di immobili privati. Si tratta, in sostanza, di risorse che dovranno tradursi in garanzie, o forme di supporto economico, direttamente collegate ai contratti di locazione. Esclusa la possibilità di finanziare i costi o altre attività amministrative non riconducibili al sostegno degli affitti.
Scontro politico sul controllo delle spese: l’opposizione capitolina chiede chiarezza
La decisione della Regione ha inevitabilmente acceso il confronto politico tra maggioranza e opposizione. Dalla Regione si sottolinea l’utilità di uno strumento utile per consentire agli enti locali di utilizzare in modo efficace le risorse disponibili, nel rispetto delle regole contabili e amministrative. Dall’opposizione capitolina, però, arrivano richieste di massima trasparenza: dall’aula Giulio Cesare si ribadisce che i fondi possono essere destinati esclusivamente al sostegno degli inquilini e non alle spese operative dell’Agenzia. La risposta all’impegno intrapreso arriverà nelle prossime settimane, quando si potrà verificare, numeri alla mano, l’aumento dell’offerta di alloggi in affitto e le eventuali risposte concrete alle famiglie che faticano a trovare soluzioni sostenibili sul mercato immobiliare romano.

