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Emergenza casa, guerra continua. Mazze e bombe contro gli sgomberi

A pochi giorni dalla manifestazione in via del Tritone la lotta per il diritto alla casa segna una nuova giornata di violenze. Gli uomini delle forze dell’ordine hanno bussato alla porta di due stabili occupati in zona Esquilino: nel primo in cui i militanti di Casapound erano entrati dall’1 novembre è bastata una rapida mediazione delle Digos. Avevano invece avuto più tempo per organizzarsi gli aderenti ai Movimenti Lotta per la Casa che hanno accolto le forze dell’ordine con il lancio di suppellettili e mobilio. Due attivisti sono stati arrestati, diciassette denunciati. LA GALLERY

Sono passati appena pochi giorni dalla manifestazione di giovedì 31 ottobre che ha visto scene di guerriglia urbana in via del Tritone e la lotta per il diritto alla casa segna una nuova giornata di violenze. La scena si svolge nel quartiere Esquilino, in due stabili occupati dove di buon mattino si sono presentati gli agenti delle forze dell’ordine per riportare la legalità.

Il primo ad essere sgomberato è stato uno stabile in via Ferruccio che era stato occupato dai militanti di Casapound la notte del 1 novembre. Gli uomini delle Digos hanno bussato alle porte poco dopo l’alba, convincendo gli occupanti a lasciare la sede che è stata così rapidamente riconsegnata alla proprietà.
Avevano invece avuto più tempo per organizzarsi gli aderenti ai Movimenti Lotta per la Casa che lo scorso 13 ottobre avevano preso possesso di un immobile in via Giusti. Qui gli occupanti erano decisi a resistere ai tentativi delle forze dell’ordine di ripristinare la legalità. Quando gli agenti di Polizia hanno tentato di entrare nello stabile sono stati accolti dal lancio di suppellettili e mobilio. Vinta la resistenza degli attivisti all’interno dell’appartamento sono state trovate tra l’altro alcune mazze e un “bombone”. Diciassette persone sono state denunciate mentre un cittadino marocchino di 35 anni con precedenti di polizia per reati contro il patrimonio e un italiano di 31 anni, già conosciuto alle forze dell’ordine, sono invece scattate le manette: resistenza e oltraggio le accuse da cui dovranno difendersi.