Era da poco calata la sera sull’aeroporto di Fiumicino. Al tavolo del controllo passaporti stavano trasitando i passeggeri di un volo di linea proveniente da Boston. Quando un uomo anziano allunga il prorprio documento all’agente della Polizia di Frontiera quest’ultimo si accorge che c’è qualche cosa che non va.

Il passaporto appariva infatti contraffatto, così l’uomo è stato fatto accomodare in una saletta riservata per dei controlli approfonditi. Quello che non si aspettavano di trovare è una storia dai contorni raccapriccianti: quell’uomo si chiama in realtà Tauber Gedalya ed è un ex ufficiale israeliano ricercato in tutto il mondo perchè accusato di essere un trafficante di organi umani.
L’uomo, oggi 77enne, era latitante dal 2010, da quando cioè il tribunale di stato brasiliano di Pernambuco aveva emesso un mandato di cattura internazionale. I fatti risalgono al gennaio 2002 quando Gedalya, in complicità con alcuni cittadini brasiliani, aveva organizzato l’asportazione di organi umani di 19 cittadini brasiliani nella zona nord est del Brasile. Dopo aver sottoposto queste persone ad esami medici, le faceva uscire dal Paese dirette in Sud Africa al fine di effettuare l’espianto ordinato da cittadini facoltosi. Per l’espianto degli organi, per la maggior parte reni, ogni cittadino brasiliano ha ricevuto una somma tra i sei e i 12mila dollari.

