C’è una città che vive di feste in terrazzi vista Colosseo, ce ne è un’altra che torna a casa stremata la sera perché ha lavorato fino a tardi, e c’è una città sempre sveglia, quella popolata dalla malavita, una piovra sempre più insinuata tra le pieghe della crisi e nelle stanze dei palazzi. Poi c’è anche chi per lavoro combatte questa piovra giorno e notte, e si ritrova ostacolato da altri uomini in divisa. Il bene che sgambetta il bene.

Succede in questa città che la Dia, la Direzione Investigativa Antimafia, abbia la sua sede in via Cola di Rienzo, arteria stradale centrale del quartiere Prati, nonché patria dello shopping. Via trafficatissima e in cui sono soliti operare con costanza anche i Vigili Urbani armati di penna e blocchetto. Gli uomini dell’unità Investigativa hanno a disposizione delle auto di servizio che, ovviamente data la delicatezza dell’ambito del loro operato, sono prive di insegne luminose o adesivi che certifichino l’appartenenza al corpo.
Davanti alla sede ci sono dei parcheggi a disposizione delimitati da strisce gialle e un cartello che specifica la destinazione d’uso. Succede che alle 18.30 arriva una macchina dei Vigili del XVII gruppo da cui scendono quattro agguerriti uomini in divisa, e sotto le indicazioni del superiore, iniziano a sanzionare le autovetture, comprese quelle dei “colleghi” della Dia. Il contrassegno sul cruscotto non li scoraggia ed ecco i verbali da 41 euro incastrati al tergicristalli.

Se fosse stato l’abbaglio di un giorno sarebbe stato concepibile, ma la pratica va avanti da settimane, come denunciato da Nottecriminale.it Le macchine sono sempre degli agenti che lì vanno per lavorare e che si sono premuniti di contrassegni che non servono a fermare l’armata di “pizzardoni” ligi alla forma più che alla sostanza e che si giustificano con fantomatici esposti presentati al loro comando, ma che non trovano logiche risposte nella realtà.
I blitz continuano nella loro coreografica facciata, lasciando ogni giorno un pensiero in più a uomini che in periodi come questi devono centellinare le spese per incastrare lavoro e una famiglia da portare avanti. Resta il dubbio sul perché succeda, un dubbio che rende perplessi e preoccupati.
