L’Isola Tiberina non si vede più, affogata tra stand, bancarelle, pub e risto-pub. “Vanno tolti, e vanno tolti subito”. La tempesta arriva con una lettera firmata dal Soprintendente per i beni architettonici del Comune, Maria Costanza Pierdominici e recapitata al ministero dei Beni Culturali e alla Procura. Sotto accusa l’abnorme allestimento che doveva limitarsi a pochi stand culturali. Ma l’evidenza è ben diversa.
Secondo il Corriere della Sera un fascicolo è già stato aperto in Procura per esaminare quella che appare una omissione di atti d’ufficio. Del caso è stato informato anche il sindaco Ignazio Marino che aveva già constatato come gli allestimenti fossero irregolari, senza però ottenere una rimozione degli stessi.
Ora gazebo ed affini rischiano una clamorosa ricollocazione lato foce del Tevere compresa a Valle dei ponti Cestio e Fabricio, proprio ora che la bella stagione pare sia finalmente arrivata dopo anche un clamoroso allarme “piena” che aveva fatto temere la smobilitazione generale.
Ecco le anomalie elencate dalla Soprintendente: stand debordanti sul Ponte Cestio; l’installazione completamente abusiva di una struttura rettangolare chiusa, presumibilmente il laboratorio cinematografico per il quale non è stata acquisita alcuna autorizzazione prevista nell’area lato foce Tevere; ultimo ma non meno importante, l’impatto visivo delle strutture danneggia la visibilità dei monumenti.
