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“Ex An via dal Pdl verso il nuovo”. la testa a Orvieto, il cuore a Roma

“Marino? Solo operazioni di facciata.. con con Renzi vedo il tappeto rosso di Veltroni, la politica dell’immagine…”. Gianni Alemanno sceglie Affaritaliani.it per l’esame di primi giorni della nuova giunta comunale, mentre si prepara ad Orvieto a lanciare il nuovo soggetto di centrodestra: “Italia, l’identità nazionale e la sua compatibilità col localismo perché c’è un eccesso di federalismo che va ridotto”. Drastico sull’Europa: “Basta essere subalterni anche se dovesse costare l’uscita dall’Euro”. Un messaggio agli ex Forza Italia che puntano su Roma: “A governare con me c’erano tutti, tutti responsabili dell’operato comune”

di Fabio Carosi

Con una battuta liquida le velleità degli ex Forza Italia di approfittare della disfatta elettorale e far fuori gli ex An con l’avvio di una campagna romana, come se fosse lui, l’ex sindaco, l’unico responsabile della sconfitta: “Si è conclusa un’esperienza di tutti e ognuno dà i giudizi che ritiene opportuni. Per quanto mi riguarda con me c’erano tutti.. erano tutti rappresentati e responsabili dell’operato comune”.
Gianni Alemanno accetta la sfida di Affaritaliani.it: replicare ai colleghi del centrodestra che vorrebbero aprire le ali da soli per stimolare i romani a riflettere, e poi spiegare cosa accade a Orvieto, dove è in corso il week end che dovrebbe sancire la separazione definitiva dai moderati azzurri per dar vita ad un nuovo soggetto politico di destra: via dal Pdl, sempre nel centrodestra, ma con più autonomia. E una visione europea di un’Italia protagonista, “anche se dovesse costare l’uscita dall’Euro”.
Si parte con i fratelli-serpenti romani: “Sì – spiega l’ex sindaco – certamente con le elezioni amministrative si è chiuso un ciclo politico. E’ inutile fare polemiche. Io sono d’accordo con il presidente Berlusconi che bisogna guardare avanti, costruendo un nuovo centrodestra articolato su più partiti politici. In questo modo saranno gli elettori a stabilire gli equilibri interni al centrodestra”.

berlusconi alemanno 05


Nella sfida c’è anche spazio per una valutazione sul nuovo sindaco Marino, in attesa che tra i due ci sia l’incontro post voto che potrebbe verificarsi domenica mattina, in quella che è ormai la “polveriera del Divino Amore”, in lotta contro la discarica di Falcognana: “Roma non sta andando bene, vedo solo operazioni di facciata”. Sulle emergenze romane, il disco è quello del centrodestra: “Invasi dai senza fissa dimora e con i nomadi che spadroneggiano. Quando vedo poi passeggiare Ignazio Marino con Matteo Renzi, vedo il tappeto rossi di Veltroni, la politica dell’immagine, con due grandi differenze: Veltroni era romano ed era un grande politico…”.
E alla domanda se ha qualche rimorso o rimpianto nella sua esperienza da sindaco, risposta secca: “Dovevo essere più cattivo, sì nel senso di duro con i centri di potere, la burocrazia e la cultura del no che continuano a paralizzare la città”.
Poi subito a Orvieto per chiarire che la città umbra non è un simbolo esclusivo: “E’ stato sempre il luogo in cui ci siamo ritrovati, caro tanto a Francesco Storace quanto al sottoscritto. E Storace ci sarà per approfondire i temi che possono portare ad una nuova grande alleanza di centro destra”.
La piattaforma del nuovo cuore di destra è chiara: “I nostri valori sono prima di tutto l’Italia, l’identità nazionale e la sua compatibilità col localismo perché c’è un eccesso di federalismo che va ridotto. Insomma, ridimensionato”. E se il messaggio arriva forte e chiaro a ciò che rimane della Lega, sull’Europa è drastico: “Noi siamo in una posizione subalterna, nonostante siamo contributori netti, ovvero diamo più risorse all’Europa di quante ne riceviamo indietro. Ora dobbiamo recuperare, anche minacciando l’uscita dall’Euro. La moneta unica in questo momento è un fattore recessivo perché l’Italia paga con il peggiore tasso d’interesse il debito pubblico più alto d’Europa. E poi c’è la concorrenza sleale dei Paesi emergenti che producono a più bassi costi, perché non rispettano i diritti dei lavoratori e le regole ambientali, mentre il commercio internazionale consente la contraffazione del made in italy, tradendo il consumatore e levandoci spazio nei mercati”.
I punti caldi della piattaforma sono chiari. Così come è aperto il dibattito sul nuovo soggetto politico che da destra si vuole aprire a tutto il centro destra italiano: “Da orvieto partiranno le nostre proposte, ma bisogna aprire un confronto con tutte le forze politiche interessate alla creazione di una nuova prospettiva. Bisogna fare presto perché ci sono prima le elezioni regionali in Trentino, poi in Basilicata e alla fine le elezioni europee. Senza contare che potrebbe esserci la sorpresa delle elezioni anticipate”.
Prima l’Italia ha l’abito di un seminario: si parte venerdì alle 15,30 con un dibattito confronto su come uscire dalla crisi di sistema. I contributi sono di Maurizio Castro, Valentino D’Addario, Luigi Di Gregorio, Maurizio Leo, Alberto Manelli, Gabriele Natalizia, Isabella Rauti e Salvatore Santangelo.